La marcia di Parigi per la libertà di espressione.

Marcia Parigi

In marcia verso Parigi per la libertà di espressione: questa la motivazione che ha spinto quasi un milione di persone e 50 capi di stato a raggiungere la capitale francese alle 15 di oggi pomeriggio.

Si tratta di un gesto semplice per essere vicini e solidali alle vittime degli attentati che hanno colpito la Francia in questi ultimi giorni. A pattugliare le strade ci saranno più di 2.000 uomini, tra militari e poliziotti, a controllare che tutto vada per il verso giusto.

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Parteciperanno all’evento i maggiori leader europei e d’oltreoceano, mentre già da stamattina i francesi sono scesi per le piazze delle città per manifestare ed esprimere la propria solidarietà a coloro i quali sono rimasti vittima delle violenze degli ultimi giorni.

Prenderà parte all’evento anche il premier italiano, Matteo Renzi, che in un tweet ha scritto: “In marcia verso Parigi, con Parigi, per Parigi. Porto con me le speranze di tanti cittadini italiani, cittadini europei. #JeSuisCharlie”.

Sono tuttavia giorni di tensione per gli italiani quelli subito successivi agli attentati di questa settimana. A quanto sembra nelle intercettazioni telefoniche di queste ore, sarebbe stato fatto anche il nome di Roma come possibile obiettivo dei terroristi. La notizia, ancora non ufficiale, ha comunque sollevato lo stato d’allerta nella capitale italiana.

Nel frattempo attendiamo la vicenda di Parigi, confidando che oggi possa avere luogo nella città francese, non una parata, ma una vera e propria comunione d’intenti capeggiati dalla libertà di espressione; la stessa libertà per cui i vignettisti di Charlie Hebdo sono morti. Assieme a loro tutte le persone innocenti di questi giorni: amici, fratelli e sorelle, padri o madri di famiglia, uccisi dalla follia di pochi.

La marcia di oggi vuole essere il simbolo di come ricordare, possa essere la strada migliore affinché, in futuro, non si ripetano eventi simili nel rispetto della libertà altrui.