Mercatone Uno, la chiusura: e adesso?

L'azienda ha chiuso all'improvviso

Mercatone Uno, una azienda che sembrava solida dopo le difficoltà degli anni scorsi ha chiuso. Tanti clienti e tanti dipendenti che offrivano un servizio veloce e puntuale; sembrava che ormai le difficoltà fossero state superate e che finalmente ci sarebbe stata una vera e propria rinascita.

Ma qualcosa è andato storto. Mercatone Uno ha chiuso i battenti e non si sa se riaprirà, i dipendenti sono stati avvisati con un semplice messaggio su WhatsApp che da giorno dopo sarebbe rimasti a casa. Il giorno dopo, sabato 25 maggio, cancelli chiusi e tanta amarezza, nessuna certezza e tante domande. Dove sono finiti i soldi? Chi si doveva occupare della solvibilità dell’azienda? E soprattutto, cosa ne sarà dei dipendenti e dei clienti che avevano già acquistato i mobili?

La reazione dei dipendenti

Gli sguardi dei dipendenti sono persi nel vuoto, lo shock troppo grande da metabolizzare in breve tempo. Venerdì in tarda serata è bastato un breve messaggio sui social network e tutto è crollato, le certezze, gli stipendi, la garanzia che in un futuro l’azienda sarebbe tornata grande…

“Ci avevano detto di pazientare, che bastava qualche piccolo sacrificio e poi l’azienda sarebbe ripartita, e adesso? Noi abbiamo fatto sacrifici e ora non abbiamo più niente!!!” dice un dipendente di Mercatone Uno.

“Mamma, ma noi possiamo ancora fare la spesa?”, ha chiesto la figlia di una dipendente preoccupata. E sentendo quanto la figlia era triste anche la madre è scoppiata a piangere.

La reazione dei clienti

Sarebbero infatti tantissimi i consumatori che avrebbero versato acconti (3,8 milioni di euro in tutto) per mobili poi mai ricevuti. I clienti adesso vogliono sapere se e quando vedranno i loro mobili; molti avevano già pagato e dovevano solo più aspettare la consegna ma adesso nessuno sa più niente.

“Io ho già pagato tutti i miei mobili, 3000 euro in tutto, e adesso voglio che me li consegnino”, dice un cliente. Ma adesso nessuno sa più niente, tutto è stato spazzato via in pochi secondi un venerdì sera.

Ed è proprio la vendita del magazzino (che valeva 18 milioni ed è stato venduto a 10) è finito nel mirino dei lavoratori (circa 1800) che qualche giorno fa hanno avuto tramite social e chat la comunicazione che non avrebbero mai voluto ricevere. Da lì in poi si è parlato tanto ma nessuno sa con precisione cosa deciderà il curatore fallimentare del Tribunale di Bologna, di certo bisognerà vedere le carte attentamente e poi prendere una decisione indolore per tutti, clienti e dipendenti.

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Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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