Messico: il populista López è il nuovo presidente

Ampia vittoria per il leader del centro-sinistra

Andrés Manuel López Obrador è il nuovo presidente del Messico con un ampia vittoria su tutti gli avversari con un distacco di venti punti dagli altri candidati. L’affluenza alle urne è stata fra il 62,9 ed il 63,8% degli aventi diritto.
Originario dello Stato povero e indio del Tabasco, il «Peje» è il primogenito di una famiglia modesta e numerosa. Politicamente Obrador nasce e cresce dentro il più tradizionale solco del Partito rivoluzionario istituzionale e resta legato al partito di sinistra del Pri che alla fine degli anni Ottanta arriva alla scissione.

Da lì il suo percorso è dentro i movimenti sociali, poco burocrate e molto politico «di strada», le sue battaglie vanno dalle marce indigene, ai sit-in contro lo sfruttamento della terra, ai picchetti contro le compagnie petrolifere. Fino alla presidenza, quarant’anni più tardi. Si insedierà ufficialmente il prossimo primo dicembre.

- Advertisement -

Il neo presidente ha rassicurato la popolazione “ci sarà lotta alla corruzione e all’impunità, «senza favorire gli amici». Non aumenteranno le tasse, né i prezzi del carburante. «Ascolteremo tutti ma daremo preferenza agli ultimi e ai dimenticati». Riferimento ai popoli indigeni discriminati: «Per il bene di tutti, prima i poveri».

Contro la violenza del crimine organizzato che sta devastando il Paese, inoltre annuncia da subito l’intenzione di convocare rappresentanti delle vittime, organismi internazionali e autorità religiose per avviare un «processo di pace». «Non tradirò il popolo: non vi deluderò. Voglio passare alla Storia come un buon presidente».
Da Washington arrivano le congratulazioni del presidente Trump attraverso Tweet “C’è tanto da fare per entrambi i Paesi, non vedo l’ora di lavorare con lui”.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura