MESSICO, ritrovata fossa comune. Gangster confessano: 17 studenti uccisi.

Messico, Fossa comune, studenti

IL FATTO – Dal 26 settembre non si hanno più notizie di 43 studenti che si erano riuniti per manifestare e raccogliere fondi contro la riforma dell’istituzione nella città messicana di Iguala della Independencia. Il bilancio si era fermato a 6 morti e 17 feriti e 57 “desaparecidos, 14 dei quali erano stati ritrovati; ma il gran numero di mancanti all’appello destava non poca preoccupazione, sopratutto per un sospetto coinvolgimento di “sicarios” nella repressione della protesta e per i legami del sindaco della città con organizzazioni criminali (SI VEDA L’ARTICOLO PRECEDENTE A QUESTO LINK PER COMPRENDERE L’ACCADUTO )

LA FOSSA COMUNE – Le dichiarazioni di alcune delle 30 persone arrestate dopo gli atti di violenza, di cui 22 agenti di polizia locale, hanno permesso di ritrovare una fossa comune, nel quartiere di Pueblo Viejo, a 200km a sud della cittadina dell’accaduto. La zona è stata circondata da soldati, marines, polizia federale e statale che hanno recuperato circa una trentina di corpi ritrovati cosparsi di benzina e lasciati a bruciare per ore. Sono attualmente in corso i difficili accertamenti per identificare se si tratti o meno dei giovani spariti. La polizia per ora non conferma che possa trattasi di loro. 

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I GANGSTER CONFESSANO – Intanto questa mattina Inaky Blanco, procuratore dello Stato di Guerrero, rende noto che due presunti gangster di una banda criminale hanno confessato di aver ucciso 17 studenti fra quelli scomparsi nel sud del Messico. I due fanno parte degli otto nuovi arrestati membri di una gang del crimine organizzato, con probabili contatti e vicinanze al sindaco della città, José Luis Abarca Velázquez. Inoltre Blanco riferisce che gli inquirenti hanno concluso che “alcuni elementi della polizia municipale fanno parte del crimine organizzato”.

L’APPELLO DELLE FAMIGLIE – Sul sito del governo spunta  l’appello dei parenti dei giovani “desparecidos”: «un milione di pesos (circa 60mila euro) a chi abbia informazioni utili». Un avvocato delle famiglie, Vidulfo Rosales, ha detto ad Associated Press ha aggiunto che nei giorni scorsi 37 delle famiglie hanno fornito campioni di Dna, che adesso saranno utilizzati per i test.

Si tratta di una delle peggiori stragi compiute in Messico dall’intensificazione della guerra del narcotraffico, nel 2006. E mentre in Europa si fa la fila per l’i-phone6, in certe zone del mondo c’è chi ancora attende di uscire da uno stato di paura.