Modelle da incubo: l’amaro lato B delle sfilate e degli shooting

La foto-modella “universitaria” Giorgia Sabattini e molte ex-modelle di grido raccontano la parte più brutta e nascosta del fashion system: “Ragazze, ricordatevi che siete fantastiche così come siete”.

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Photo credit: Giorgia Sabattini

Non è tutto oro quel che luccica. Quasi sempre l’apparenza ti confonde, ti inganna e poi ti si avvicina bisbigliandoti all’orecchio: “Ti ho fregato ancora. Sono più furba di te”. Non lasciatevi abbagliare dagli sguardi seducenti e dalle incantevoli curve delle foto-modelle, perché la realtà spesso è diversa, molto diversa. Quando sfogliate le riviste di moda dal parrucchiere o quando scorrete i profili Instagram dei più grandi brand di moda, davanti a tutte quelle immagini photoshoppate di ragazze in posa seminude, la reazione è il più delle volte sempre la stessa. Mentre gli uomini si asciugano la bavetta e le donne si toccano la ciccia di troppo sulla pancia, la mente parte sempre con il solito giro: “Le fotomodelle sono bellissime, famose, ricche, girano il mondo e si fanno fotografare nelle spiagge e nelle città più strabilianti del pianeta. Hanno davvero una vita da sogno”. Sì, certo. E’ quello che sembra e che vi fanno credere, ma sono molte le ex-modelle che raccontano invece di una vita da incubo. Niente è come sembra.

Nia Marshalsay-Thomas, ex Miss-Galles, ha raccontato storie choccanti del suo trascorso da modella. All’inizio è stato terribile: “Tutti gli abiti campione erano di taglia 36-38, e io avevo problemi a metterli. Mi sentivo la più grassa di tutte. Mi vergognavo estremamente del mio corpo”. Gli addetti ai lavori sono stati però gelidi con lei: “Se vuoi lavorare, devi diventare una 38″. E in questo clima soffocante, Nia ha iniziato ad assumere lassativi per dimagrire: “Ho cominciato con uno al giorno, ma presto il mio corpo si è abituato e ha cominciato a manifestare i primi problemi. Ho aumentato il dosaggio fino a quando ne ho presi talmente tanti che il mio corpo non funzionava più senza lassativi”. Tempo dopo, un medico le ha dovuto diagnosticare una dipendenza da lassativi: “La mia vita ora ruota attorno ai lassativi. Ne devo prendere due al giorno. È davvero imbarazzante”. La modella britannica si è voluta confessare perché le giovani possano imparare e non cadere in questo mostruoso vortice: Siate felici per quello che siete. Se al tempo l’avessi capito, il mio corpo oggi funzionerebbe senza problemi”.

Anche Victoire Dauxerre, ex modella francese, ora scrittrice 25enne, mette in guardia le giovani ragazze che sognano una vita nel fashion system. A soli 18 anni, Victoire entra nella lista delle 20 top-model più richieste al mondo, ma presto la vita si trasforma: “Diventiamo dei polli d’allevamento. Siamo sottoposte a ritmi di lavoro e digiuni insostenibili per entrare nella taglia 36”. L’ex modella non riesce però a reggere lo stress e tenta il suicidio. Si sveglierà in una clinica dove la prendono in cura per anoressia, con le ossa di una 70enne e con i capelli che le cadono. L’ex modella lancia questo messaggio alle ragazze: Accettatevi. Siete bellissime così come siete”.

La lista delle tragedie legate a questo microcosmo è purtroppo molto lunga e macchiata di nero. Uno dei tanti e terribili casi, è quello di Irina Livshun, celebre fotomodella kazaca, suicidatasi a soli 31 anni nel marzo 2016 dopo un lungo periodo di depressione. La bellissima Irina era entrata in crisi a causa della sua età ormai un po’ troppo in là per il suo genere di lavoro. Negli ultimi tempi aveva perso tutti i suoi contatti professionali, era ossessionata, si era isolata e chiusa in sé stessa, sino a che non ha deciso di mettere fine alla sua giovane vita.

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Photo credit: Giorgia Sabattini

Un viso dolcissimo, un sorriso irresistibile e uno sguardo magnetico dietro gli occhiali scuri. Lei è Giorgia Sabattini, foto-modella italiana 22enne con un po’ di sangue nigeriano nelle vene, che così si è presentata all’incontro con noi del Quotidan Post, per raccontarci della sua passione per gli shooting, per l’università e per darci il suo punto di vista sul lato più oscuro del fashion system, da una realtà che è ancora piccola.

1 Quando è iniziato il tuo amore per i riflettori e i flash delle macchine fotografiche?

In realtà non ho mai mostrato un particolare amore per le foto o i flash delle macchine fotografiche, ma ho voluto provare questa strada per mantenermi gli studi all’università. Ho tentato anche altri lavori come cameriera oppure barista, che tutt’ora svolgo, ma non garantiscono un reddito che permetta di pagare un affitto, la macchina e tutte le spese. Così mi sono interessata al settore degli shooting fotografici, della moda e degli eventi, che invece danno più garanzie economiche.

2 Tante donne e uomini famosi ricorrono al chirurgo estetico per apparire più belli in tv e sui social. Pensi che questo possa plagiare i più giovani che si ispirano a loro?

Purtroppo sì, l’ho visto con i miei occhi. Sono moltissime le ragazze che fanno visita al chirurgo estetico per rifarsi il seno e il lato B, oppure che semplicemente fanno uso di punture e iniezioni. Il condizionamento di tutte queste immagini trasmesse di continuo sia in TV che su internet è totale, soprattutto sulle più giovani, che sono facilmente manovrabili. Nella mia esperienza, circa 1 ragazza su 4 che ho avuto modo di conoscere e con cui ho lavorato si è rifatta qualcosa. E tra l’altro non sono neanche in una fascia di lavoro così tanto alta!

3 Di frequente, le immagini postate sui social da personaggi famosi e fotomodelle vengono riempite da commenti molto volgari e macabri, sia da uomini, ma anche da donne. Cosa ne pensi e cosa provi quando invece capita a te?

E’ effettivamente brutto, che uomini e donne molto esposti sui media o che mettono in mostra il loro corpo sui social ricevano un “basso” feedback o commenti sconci, però fa parte del gioco. Bisogna necessariamente considerare che i social sono delle vetrine utilizzate per farsi vedere da un pubblico immenso, che è di fatto composto da gente anonima e spesso anche nascosta dietro un falso nome, a cui è permesso giudicare e scrivere quasi di tutto. Quando tutto ciò accade a me, non ci penso e me ne frego. E’ la miglior cosa da fare.

4 Quali sensazioni ti avvolgono quando vieni a conoscenza di casi di anoressia e depressione che colpiscono le ragazze nel mondo della moda?

Anoressia, bulimia o depressione nel fashion system sono condizioni molto gravi e purtroppo frequenti. Quando mi arrivano queste notizie provo parecchia sofferenza e mi sento anche un po’ male, perché credo siano problemi quasi sempre legati al giudizio degli altri, che mette in crisi e toglie sicurezza all’identità delle persone. Accettatevi così come siete!

5 Nella tua esperienza hai potuto osservare o sapere di ragazze che per salire le scale del fashion system si sono concesse sessualmente, utilizzando così questa subdola scorciatoia?

Si, le voci girano e non sono poche. Ritengo sia un atteggiamento squallido, veramente miserevole. Anche e soprattutto perché io lavoro in una piccola realtà e sapere che delle ragazze si concedono sessualmente per così poco, è ancora più triste.

6 Qual è il tuo sogno e sino a dove vorresti arrivare nel tuo lavoro? Cosa vedi nel tuo futuro?

Io frequento l’università di fisioterapia a Bologna e il mio sogno, dopo aver terminato con successo il ciclo di studi, è quello di diventare fisioterapista e aprire uno studio fisioterapico tutto mio.

7 I ricordi più belli legati al mondo della moda e della fotografia?

I ricordi più belli sono senza dubbio legati ai viaggi, alle città visitate, ai villaggi, agli hotel ecc.. Si gira davvero molto e da questo punto di vista è assolutamente fantastico. Ho anche avuto l’opportunità di conoscere tante persone e ciò mi ha permesso di stringere alcune bellissime amicizie.

Riccardo Chiossi, Bologna, 18/6/2019

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