Morti a Lampedusa, morti per il sogno di una vita migliore.

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Giovedì scorso ci siamo trovati di fronte alle notizie del naufragio del peschereccio a Lampedusa. Ad oggi le vittime accertate sono 211, ma il bilancio sembra destinato a salire: due donne sono state recuperate questa mattina dai sommozzatori che hanno potuto riprendere i lavori di recupero.

A Porto Empedocle sono arrivate centocinquanta bare; i resti sono in camion refrigerati e non sono ancora stati portati sulla terraferma. I sopravvissuti avranno la possibilità di visionare le foto scattate dalla polizia scientifica per vedere se riescono ad identificare i corpi.

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Ieri mattina il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge ha discusso il tema della riforma della Bossi Fini che ha bisogno ora più che mai di “rivedere le norme sull’immigrazione e il reato di clandestinità. Spero che questa strage ci possa far riflettere sulla nostra posizione, sulle nostre frontiere, il nostro mare e soprattutto chiedere che questo dramma non deve essere affrontato da soli ma insieme all’Europa».

Sabato era stato proclamato il giorno del lutto; un lutto che purtroppo porta con sé uno strascico di polemiche: alcuni testimoni affermano che i soccorsi sono stati ritardati da norme burocratiche e dall’eccessiva cautela della Capitaneria di Porto. Inoltre grande stupore hanno suscitato le indagini della Procura di Agrigento, per la quale i cento cinquantadue immigrati sopravvissuti  verranno iscritti sul registro degli indagati, secondo le modifiche alla legge Bossi-Fini del 2009.

Intanto la Prefettura di Agrigento e il ministero dell’Interno stanno decidendo la destinazione delle salme: molti comuni della provincia agrigentina hanno dato la loro disponibilità ad accogliere le salme, ma la comunità eritrea vorrebbe – sostenendo i costi del trasferimento – riportarle in patria; ad oggi però, non è ancora giunta nessuna novità.

Un dramma che deve smuovere le coscienze di molti paesi, non solo l’Italia. Queste persone erano partite per un viaggio della speranza e hanno invece trovato solo morte e terrore; i sopravvissuti si trovano in una situazione difficile, non aiutati nemmeno dal temporale che ha interessato Lampedusa tra sabato e domenica. Lampedusa ha bisogno di aiuto e così l’Italia stessa ha bisogno di aiuto per affrontare questa situazione che richiede disponibilità di spazi di accoglienza, medici e medicinali, bare e supporto in ogni campo. Martin Schulz, eletto all’Europarlamento nelle file della Spd tedesca, in un’intervista alla Bild ha definito «una vergogna il fatto che l’Ue abbia lasciato l’Italia per così tanto tempo da sola ad affrontare il flusso di profughi dall’Africa», e ha aggiunto «In futuro i profughi dovranno essere meglio ripartiti tra i Paesi europei e questo significa anche che la Germania deve accogliere più gente».