Mullah Omar, la sua famiglia conferma la morte per malattia

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Non ci sono più dubbi sulla morte del mullah Omar: a dirlo è niente meno che la sua famiglia. I talebani hanno già scelto un nuovo leader, il mullah Akhtar Mansour, da tempo numero due e gestore di fatto del gruppo terroristico. Il luogotenente è invece Siraj Haqqani, che comanda l’omonima fazione responsabile di numerosi attentati in Afghanistan e alleato dei talebani pakistani.

Sembra che non sia stato facile scegliere il successore e consuocero del più grande alleato di Osama Bin Laden:  infatti alcuni volevano Yakoub, figlio del defunto mullah, ed accusano i sostenitori di Mansour di esserselo fatti imporre dal Pakistan.

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Del nuovo capo talebano si sa che, come il mullah Omar, è a favore del dialogo con il governo afghano e anzi si sospetta che siano membri del fronte contrario ad aver fatto circolare la notizia della scomparsa dell’uomo più ricercato della terra. Nel frattempo le trattative, che avrebbero dovuto avere venerdì un avanzamento con un nuovo incontro, hanno subito uno stop.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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