Mutazione del virus “Wuhan”: ora più contagioso e mortale

Persone infettate possono trasmettere il virus anche se non presentano una maggiore temperatura corporea

Coronavirus al microscopio elettronico

L’allarme per l’epidemia del coronavirus Wuhan non rientra affatto. Il virus si è modificato ed ora ha raggiunto 13 Paesi con 2794 casi confermati di persone infette e decine di migliaia di altre che sono sotto controllo medico. Secondo gli ultimi rapporti pervenuti, i morti salgono a 106, ma è un altro dato che getta il mondo nel panico: un individuo può contagiarne un altro anche se non dimostra ancora, con la presenza di febbre, d’essere infetto.

I controlli all’aeroporto sono meno efficaci

Questo significa che i nostri controlli agli aeroporti non rappresentano una barriera insuperabile. Persone che non presentano una temperatura corporea fuori norma, possono essere lo stesso già contagiate e portatrici d’infezione altrove. A dichiararlo è stato il Ministro cinese Ma Xiaowei: «Il virus può diffondersi prima che si manifestino i sintomi».
Al momento abbiamo casi confermati di virus in Asia e negli Stati Uniti, in Australia e in Europa e tutti sembrano riguardare persone che hanno viaggiato dalla provincia di Hubei, dove è iniziata l’epidemia, o nell’area circostante.

Come si diffonde

La portata dell’epidemia nel resto del mondo dipenderà dalla rapidità e facilità di trasmissione del virus tra le persone e quante già infettate, ma senza aumento di temperatura corporea, hanno superato le barriere sanitarie. Pare che, in media, ogni individuo contagiato trasmetta il virus in un range di persone compreso tra 1,5 e 3,5, secondo un’analisi di Natsuko Imai e dei suoi colleghi dell’Imperial College di Londra.

Una stima peggiore dall’Università di Oxford

Ma non tutti concordano su questa stima. Uno studio, basato sui dati raccolti tra il 10 e il 21 gennaio, prevede che ogni persona infetta possa trasmettere il virus tra 3 e 5 altre persone. Il professor Robin Thompson dell’Università di Oxford afferma che «Se il virus è in grado di diffondersi prima che si manifestino i sintomi, ciò potrebbe certamente spiegare perché si stia diffondendo più rapidamente della SARS».

Gli Stati Uniti temono un contagio massiccio

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) avvertono che, sebbene finora siano stati segnalati solo cinque casi all’interno del Paese, è probabile che la diffusione del virus “si verifichi in una certa misura”.

SARS e coronavirus WUHAN a confronto

Sono stati tracciati confronti tra la polmonite causata dal nuovo virus e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave), che ha infettato più di 8000 persone durante un focolaio globale iniziato nel 2003. I virus appartengono alla stessa famiglia ed entrambi possono causare febbre e polmonite.

Una mortalità inferiore, ma diffusione più rapida

Finora, il nuovo virus sembra avere un tasso di mortalità inferiore, quantificato in circa il 2,8%, rispetto a un tasso del 9,6% per la SARS, ma si sta diffondendo più rapidamente. «La SARS ha impiegato diversi mesi per causare un migliaio di casi», dichiara Thompson. «Ciò ha causato quasi 3000 casi in tre settimane».

Più grave della SARS

L’epidemia di SARS terminò nel 2004 e da allora non ci sono stati ulteriori casi segnalati. Le agenzie sanitarie hanno posto il virus sotto controllo, isolando le persone infettate e verificando la temperatura dei passeggeri negli aeroporti, provenienti dalle zone dov’era sorta l’epidemia. Queste misure perdono assolutamente efficacia se il virus Wuhan può essere diffuso prima che compaiano i sintomi.

Massimo Carpegna