Napoli: 27 secoli di arte, storia e cultura

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Oltre venti secoli orsono sull’isolotto di Megaride nacque Partenope. Un paesaggio meraviglioso a fare da sfondo alla nuova città che prese il nome da una sirena. Proprio la sirena, con la sua natura ibrida, unione di essenze diverse, appare come una sintesi e un’allegoria di quella che sarà la storia della città. L’incontro di culture e popoli diversi, la pluralità di anime eterogenee, la  sedimentazione di esperienze storiche lontane tra loro che lasciano nella città le proprie testimonianze, fanno di Napoli la reincarnazione dell’antica sirena da cui ebbe inizio la sua storia.

Le tante sfaccettature del capoluogo campano sono speculari all’armonia dei colori del paesaggio su cui si affaccia la città. L’azzurro del mare, le tonalità chiare del cielo, il blu del Vesuvio e della costiera prospiciente il golfo partenopeo, sono una stupenda sinfonia la cui bellezza universale non ha barriere di lingua o cultura. La magnificenza della città ha costituito un richiamo irresistibile. Artisti, poeti, scrittori, pittori nei secoli sono rimasti abbagliati dalla città partenopea.

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“Napoli l’illustre le cui vie percorsi più di un anno, d’Italia gloria e ancor del mondo lustro ché di quante città in sé racchiude non v’è nessuna che così l’onori.” Quanto scritto da Cervantes.

“Entrata grandiosa: si scende per un’ora verso il mare attraverso un’ampia strada, scavata nella roccia tenera, sulla quale la città è costruita. Solidità dei muri. Albergo dei Poveri, primo edificio. E’ molto più impressionante di quella bomboniera, tanto vantata, che a Roma si chiama porta del popolo.” Il pensiero di Stendhal.

Tutto ciò senza citare altre importanti personalità come Goethe, Benedetto Croce, Ippolito Nievo ecc.., o Marai e Dumas che a Napoli dedicheranno interi volumi.

Nelle sua lunga storia la città partenopea ha avuto contatto con numerose culture. Greci, romani, bizantini, normanni, aragonesi, angioini, spagnoli, francesi ecc.. Ognuno di questi ha lasciato una testimonianza del proprio passaggio.

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Si pensi ai quartieri spagnoli, parte del centro storico proclamato dall’UNESCU patrimonio dell’umanità. Un dedalo di stradine, dove si scoprono i contrasti della città. Accanto ai “bassi”, umili dimore, si trovano palazzi nobiliari degli antichi dominatori spagnoli, nonché meravigliose chiese. Fa da sfondo il calore tipico della persone, una luce che irradia il meraviglioso labirinto che sono i quartieri spagnoli come i colori di un arabesco.

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Una città ricca di bellezze ma anche di misteri. A tal riguardo possiamo citare la scuola alchemica napoletana, il cui massimo esponente è il principe di San Severo. Questi fu grande anatomista, decifratore dei linguaggi degli indios del Perù, chimico, filosofo. E proprio nella Cappella di San Severo è custodito un tesoro che non ha pari al mondo. Una statua raffigurante il Cristo ricoperto da un velo di marmo trasparente. Altra opera custodita nella cappella sono le macchine anatomiche. Ovvero due scheletri con il sistema artero-venoso integro. Un vero mistero, anche considerando le conoscenze dell’epoca (XVIII secolo).

Molto suggestivo ed unico è il cimitero delle fontanelle. Un ossario risalente al 1600 con 40.000 resti umani che si trova nel sottosuolo napoletano, i cui cunicoli sotterranei furono scavati circa 5.000 anni fa.

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Le meraviglie della città non si limitano alle bellezze artistico-culturali. I monumenti, i palazzi, le piazze, i castelli, i musei dell’antica capitale trovano la loro collocazione in un scenario paesaggistico unico. Napoli è una delle poche città d’arte in cui l’opera dell’uomo e quella della natura seguono lo stesso filone e tendono allo stesso risultato: la bellezza. Il lungomare cittadino e la costiera sorrentina fungono da cornice del golfo, con il Vesuvio che si staglia sullo sfondo. Un’opera d’arte naturale di impareggiabile bellezza. Una meravigliosa poesia cantata dalla musica della brezza del golfo e dal profumo del mare.

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Ma non è possibile dimenticatre Posillipo, Mergellina, l’isola di Nisida, il litorale flegreo, la collina di San Martino su cui il castel Sant’Elmo e la certosa dominano il paesaggio sottostante. Altre meraviglie del paesaggio napoletano.

Arte e bellezza paesaggistica non sono le uniche perle che può vantare Napoli. Vi è l’incredibile creatività del popolo partenopeo. La cucina della città è un altro fiore all’occhiello. Come non citare la pizza, famosa in tutto il mondo ed inventata a Napoli. Ma anche altre specialità culinarie, i cosiddetti “piatti poveri”, il caffè, il pesce, ecc.. costituiscono un irresistibile richiamo.

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Grande tradizione dello spettacolo, del teatro e della musica napoletana. Si pensi a grandi interpreti come i Fratelli De Filippo, Scarpetta, Taranto, Totò, Sofia Loren, Servillo, Troisi, Murolo, Bruni, Pino Daniele ecc.., grandi interpreti che pochi altri possono vantare.

Le grandi potenzialità della città, tuttavia, appaiono imbrigliate da un declino che Napoli sta vivendo. Un immobilismo della creatività, un appannamento della luce che da sempre la città irradia. La criminalità organizzata, una disaffezione dello stesso popolo per la propria città, una rassegnazione sempre più forte sembra essere la patina che ricopre la brillantezza delle meraviglie di Napoli. Le prospettive, purtroppo, appaiono risentire di questa paralisi che affligge il contesto sociale ed economico cittadino. Delle vere e proprie sabbie mobili sembrano risucchiare la possibilità di emergere nuovamente. E pur abbondando le risorse per risollevarsi da questo sprofondamento, al momento non sembra esserci nessuno pronto a farne un giusto uso.

 

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Ecco, quindi, le grandi contraddizioni di una città assai eterogenea. La natura ibrida della sirena che ritorna nella storia di quella che fu Partenope. Luci ed ombre in una realtà assai complessa. Un mosaico le cui tessere presentano tonalità, colori spesso in contrasto tra loro, ma sempre coerenti con l’essenza di una città viva e sorprendente. Questa la sfida del nuovo millennio: utilizzare la forza di una storia millenaria per superare la crisi economica, culturale e sociale; sconfiggere la paralisi e far riemergere una città unica, un tesoro inestimabile, restituendole il posto che le spetta a livello nazionale ed internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sono nato a Napoli, innamorato del meridione e delle sue bellezze. Appassionato di lettura, sport, arte, politica. Amo lo studio del diritto essendo laureato in giurisprudenza. Sempre alla ricerca del confronto con gli altri credendo fermamente nel valore della libera circolazione delle idee e dello scambio di opinioni. Il mio motto: ordine e progresso.”