Nepal, tempesta di neve: i morti potrebbero essere 50

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LA SITUAZIONE AGGIORNATA. Sale a 27 il numero delle vittime finora accertate e causate dalla tempesta di neve che ha spazzato il Nepal. Una vera e propria bufera fuori stagione, lunga due giorni, che ha investito in pieno la zona dell’Annapurna, situata nel Nepal occidentale, nel periodo di massima presenza di turisti stranieri amanti del trekking. Un evento atmosferico di dimensioni impressionanti, che fa ancora temere per le sorti dei molti dispersi nell’area. Il bilancio delle vittime, infatti, è tutt’altro che definitivo ed in continuo aggiornamento: secondo le stime delle fonti locali, effettuate nelle ultimissime ore, si parla già di una cinquantina di morti.

UN BILANCIO DI VITTIME DESTINATO A SALIRE. La tempesta di neve è stata provocata dal ciclone Hudhud che si è scatenato alcuni giorni fa sull’India e che ha interessato il Nepal in una stagione insolita. Ottobre è, infatti, il mese ideale per le scalate e le escursioni su questo territorio ed è per questo motivo che nel paese si trovano migliaia di stranieri appassionati di trekking. Gli aggiornamenti giungono, inoltre, in maniera frammentaria poiché la zona non è facilmente raggiungibile. Tra le vittime ci sono turisti e gente del posto: sinora sono stati identificati i corpi di quattro canadesi, due israeliani, un tedesco, un polacco, un indiano, un vietnamita e di undici guide nepalesi. Al momento restano senza nome tre delle vittime rinvenute e si aggiungono alla lista dei morti anche tre pastori locali. Potrebbero passare alcuni giorni prima di estrarre dalla neve tutti i corpi.

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MOLTISSIMI ANCORA I DISPERSI. Decine di persone, tuttavia, mancano ancora all’appello: non si trovano un centinaio di persone su 168 escursionisti registrati ad attività di trekking. Tra questi ultimi, si contano due alpinisti slovacchi e tre guide nepalesi le cui tracce si sono perse sul monte Dhaulagiri. I dispersi risultano essere isolati a causa di problemi alle linee di comunicazione dovuti alla bufera ed i soccorritori stanno, comunque, cercando di mettersi in contatto con loro.

QUATTRO ITALIANI BLOCCATI IN QUOTA A 5000 METRI. Tra le persone rimaste bloccate dalla tempesta di neve ci sono anche quattro italiani che si trovano in un campo base a 5000 metri di altezza, sotto l’Annapurna. Uno di loro è il direttore del Soccorso alpino valdostano, Adriano Favre, recatosi in Nepal col figlio, un amico di Roma e la signora che gestisce il rifugio Ferraro, della val d’Ayas. I quattro nostri connazionali stanno bene, ma per il momento sono costretti a rimanere in quota. Raggiunto telefonicamente dal TGR della Valle d’Aosta, Favre ha dichiarato: “Si è verificata una tempesta di neve di intensità eccezionale, ha nevicato per 30 ore di seguito”. “Ci sono”, ha spiegato l’alpinista in Nepal per una spedizione, “oltre un metro e venti di neve al suolo. Si sono scatenate alcune valanghe, siamo in una situazione di isolamento. Abbiamo soccorso dei gruppi di trekker, tant’è che abbiamo ospitato qui al nostro campo sei persone, ritrovatesi completamente disorientate in questo ciclone. Tenteremo di recuperare parte del materiale e di scappare appena possibile, ma per riuscire a fuggire da qui ci vorrà almeno una settimana”.

 

 

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