Nigeria, folla lincia giovane sospetta aspirante kamikaze

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Ormai è praticamente un’abitudine del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram (foto) utilizzare bambine o poco più per compiere attentati suicidi. Questa volta però una folla inferocita ha bastonato fino alla morte una ragazzina sospettata di volersi fare esplodere perché aveva due bottiglie legate al corpo e ne ha bruciato il cadavere dopo avergli messo addosso uno pneumatico ed averlo cosparso di benzina. Non è chiaro se quelle due bottiglie in possesso della giovane fossero effettivamente bombe.

L’episodio è accaduto nel mercato della città di Bauchi, nel nord-est della Nigeria, dov’è stata arrestata un’altra adolescente accusata di voler compiere un attentato. Aveva destato sospetti tra la gente il fatto che le due non avessero voluto sottoporsi ai controlli all’ingresso del mercato, ha riferito un testimone oculare, il commerciante Vendor Mohd Adamu.

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Tuttavia il portavoce della polizia locale, Mohammad Haruna, non ritiene (pur non escludendolo) che la giovane uccisa fosse una terrorista, perché non aveva innescato nessun esplosivo. Il fatto è che la gente ha molta paura, visti gli attacchi che hanno insanguinato la Nigeria anche nelle ultime settimane e alcune delle “attentatrici” erano bambine di 10 anni, a loro volta vittime, molto probabilmente inconsapevoli, della follia di Boko Haram.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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