Nigeria: studentesse rapite da Boho Haram

Rapimento di massa in una scuola al college di Dapchi

A tre giorni dall’attacco  compiuto in Nigeria  da  parte di Boko Haram (un’organizzazione terroristica jihadista sunnita) al college di Dapchi, nello stato di Yobe sono state liberate 48  ragazze di cui 49 ancora risultano scomparse. Lo ha annunciato il  ministro locale dell’istruzione Alhaji Mohammed Lamin e il sito del quotidiano nigeriano locale This Day.  Le ragazze rapite erano in tutto 94 . Ventotto  sono tornate martedì notte e altre 20 sono state accolte in un villaggio mercoledì mattina.

Secondo alcune indiscrezioni le ragazze per salvarsi hanno percorso 15-20 chilometri nella foresta. Una di loro sarebbe stata morsa da un serpente. Non è il primo sequestro da parte dei terroristi già nell’aprile del 2014 erano state rapite 274 ragazze da  Chibok.

I familiari si chiedono dove siano i propri cari se sono riuscite a fuggire in altri villaggi o sono ancora in mano ai terroristi. “Le nostre figlie sono scomparse da due giorni e non sappiamo dove sono”. Ci hanno detto che si erano rifugiate in altri villaggi, ma siamo stati in tutti questi villaggi, invano. Cominciamo a temere il peggio, abbiamo paura che si tratti di una nuova Chibok”, ha detto uno dei parenti. Nella scuola vi erano 296 liceali al momento dell’attacco.

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I terroristi hanno saccheggiato la scuola prima di fuggire con le ragazze.  “Ho visto delle ragazze piangere e chiedere aiuto a bordo di tre veicoli “, ha raccontato un testimone del villaggio vicino di Gumsa. La scuola la momento è stata chiusa. Le ragazze vengono rapite dai terroristi per essere ridotte in schiavitù ma anche per partecipare agli attacchi terroristici cioè attacchi kamikaze. Il  nuovo sequestro di massa giunge peraltro in un momento cruciale della lotta a Boko Haram.

Da una parte, infatti, va registrato il progressivo arretramento dei terroristi, che nei giorni scorsi sono stati scacciati anche dalla foresta di Sambisa, nello Stato del Borno, l’ultima loro roccaforte riconquistata dalle forze armate. Lo stesso leader di una delle due fazioni in cui si divide il gruppo, Abubakar Shekau, sarebbe stato costretto alla fuga travestito da donna per evitare la cattura. Mentre dall’altro lato vi è il maxi processo agli estremisti, in tutto sono 205,  sono stati condannati da 3 a 60 anni di prigione, mentre altri 45 imputati erano già stati condannati a ottobre. Ma i rilasciati sarebbero di più  475 persone a cui è stata offerta la riabilitazione con pene alternative anziché subire il processo penale.

Già a dicembre, il presidente Buhari aveva assicurato che gli jihadisti che dal 2009 insanguinano il Paese  con (oltre 20mila morti e 2 milioni di sfollati) erano stati «tecnicamente sconfitti». In realtà gli attacchi kamikaze  continuano ancora,  nei giorni scorsi a Konduga e quanto avvenuto lunedì a Dapshi mostrano che i terroristi sono tutt’altro che in disarmo ma ancora in attività.