Premio Nobel per la Letteratura 2017 a Kazuo Ishiguro, autore di “Quel che resta del giorno”

Un mix perfetto tra Oriente e Occidente

Premio Nobel per la Letteratura 2017 a Kazuo Ishiguro, autore di “Quel che resta del giorno” Un mix perfetto tra Oriente e Occidente

Premio Nobel per la Letteratura 2017 a Kazuo Ishiguro, conferitogli dall’Accademia di Svezia oggi 5 ottobre 2017. “Romanzi emotivamente forti e rivelatori delle illusioni con le quali ci si sente connessi al mondo”: queste le principali motivazioni per cui gli è stato assegnato il noto premio letterario.

Autore di romanzi di successo, nasce nel 1954 a Nagasaki, ma cresce in Inghilterra dall’età di 6 anni con la sua famiglia, tornando solo da adulto nel suo paese d’origine. Una doppia identità che si esprime anche nelle sue opere, scritte sia in inglese sia in giapponese, e che rende il suo stile un mix perfetto tra Oriente ed Occidente con caratteristiche di scrittori come Jane Austen, Kafka e Proust.

I primi libri

I suoi primi libri hanno ambientazioni orientali e come temi principali la memoria e le radici, successivamente passa ad atmosfere britanniche con “Quel che resta del giorno”, il romanzo che lo ha reso celebre e grazie al quale ha vinto il Booker Prize nel 1989 e da cui fu tratto l’omonimo film per la regia di James Ivory con Anthony Hopkins ed Emma Thomson: una storia di amore e rinuncia ambientata negli anni trenta e incarnata nella figura del maggiordomo Stevens, completamente devoto al suo lavoro.

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Altro capolavoro di Ishiguro è “Non lasciarmi”, pubblicato nel 2005, e da cui, nel 2010, è stato tratto l’omonimo film diretto da Mark Romanek e con Keira Knightely: la storia, focalizzata sul tema della donazione degli organi, è ambientata in un presente alternativo raccontata sotto forma di flashback dalla protagonista, Kathy. All’epoca, il Times giudicò quest’opera un best seller e la inserì nella lista dei cento migliori romanzi in lingua inglese pubblicati dal 1923 al 2005.

Dopo dieci anni di silenzio, nel 2015, lo scrittore anglo-giapponese torna sulle scene letterarie con “Il gigante sepolto”, un romanzo mitologico ambientato nella Britannia del V secolo con protagonisti personaggi di fantasia e incentrato sul temi dell’oblio e del ricordo.

Ishiguro ha sicuramente la capacità di spiazzare il lettore passando attraverso ambienti e tematiche completamente diverse tra loro, piace perché è poliedrico: letterario e pop, occidentale e orientale, fantasy e classico. Non avrebbe bisogno del Nobel per vendere i suoi libri, ma forse l’Accademia di Svezia, quest’anno, aveva bisogno di un nome non contestabile dopo le polemiche seguite al premio conferito a Bob Dylan nel 2016.

Francesca Consiglio