Prostituta “crocifissa” a Firenze, condanna a 20 anni per il killer

Firenze

La condanna, presso il tribunale di Firenze, è avvenuta con rito abbreviato, altrimenti l’ex idraulico Riccardo Viti sarebbe stato punito con il carcere a vita come chiesto dalla procura. L’uomo ha confessato di aver violentato e “crocifisso” legandola con dello scotch alla sbarra sotto il cavalcavia della A1 del capoluogo toscano, la prostituta rumena Andreea Cristina Zamfir, 26 anni, trovata senza vita il 5 maggio dello scorso anno. Il condannato dovrà anche risarcire con 60mila euro i parenti e il compagno della vittima e con 10mila euro a testa le colleghe di Andreea che si sono costituite parti civili al processo, alcune delle quali hanno raccontato di aver subito a loro volta sevizie da parte di Viti. Quest’ultimo era accusato di altri cinque casi, verificatisi tra il 2011 e 2014 tra Firenze e Calenzano, ma per due di essi è stato assolto.

Lui dice che quella notte non era uscito di casa con l’intenzione di uccidere qualcuno e di non aver immaginato che Andreea potesse morire, e chiede perdono ai familiari della ragazza, il compagno di lei invece ha commentato a caldo che 20 anni sono troppo pochi.

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La difesa chiede per Riccardo Viti l’omicidio colposo o preterintenzionale, e afferma che la vittima si era (inizialmente) prestata a quel gioco erotico finito male e così le altre squillo a cui non è capitato di peggio. Inoltre i legali del condannato vogliono fare decadere le altre accuse di sevizie, perché sarebbero frutto di contraddizioni da parte di coloro che le hanno formulate.

Tuttavia il pm ha definito l’ex idraulico non soltanto “un sadico sessuale” ma anche un “lucido calcolatore, che sapeva quello che faceva e quello che sarebbe potuto succedere ad Andreea e alle altre prostitute. Inoltre, mentre si diceva pentito affermando di aver trovato conforto solo nella fede, aveva convocato in carcere un notaio per fare in modo che le parti offese non potessero avere la garanzia di essere risarcite.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).