Estero
Proteste contro Amazon: in Francia nasce una petizione online

Non è certo un segreto che i mesi passati non abbiano favorito le attività dei piccoli o medi commercianti. Sin dall’inizio della pandemia infatti gli esercizi fisici si sono sempre trovati in difficoltà. Prima con una chiusura forzata e poi con restrizioni che limitano e scoraggiano i clienti, i negozi locali non si sono mai del tutto ripresi dalla prima ondata del Covid.
Al contrario un settore che ha enormemente beneficiato dal lockdown è stato quello dell’e-commerce.
E quando si parla di e-commerce è inevitabile parlare di Amazon. Il colosso americano già questa primavera registrava un aumento del 40% nelle proprie vendite. Numeri giganteschi se si considerano i già enormi ricavi che l’azienda aveva prima della pandemia.
In molti nei mesi passati avevano protestato contro lo strapotere del colosso, chiedendo azioni in merito ai propri governi, e ad oggi, con nuovi lockdown in alcuni paesi europei e la paura di nuove chiusure in altri, le manifestazioni si ripresentano.
I francesi creano una petizione
Uno dei Paesi a muoversi in questo senso è stato la Francia dove è nata una petizione online per limitare il monopolio di Amazon.
La petizione si chiama NoelSansAmazon e nasce dalla preoccupazione di molti piccoli commercianti che vedono avvicinarsi un periodo natalizio che per loro rischia di essere fallimentare.
Seguendo il link sopra riportato si viene reindirizzati a una pagina dove, sotto forma di lettera a Babbo Natale, vengono presentati i problemi che il monopolio di Jeff Bezos sta creando all’economia francese.
E questi non sono affatto pochi. Partendo dalla disoccupazione, passando per gli spazi geografici che gli stabilimenti Amazon occupano e finendo nel fiscale, la petizione ben affronta tutti i temi che nei passati anni si erano discussi a riguardo.
I punti critici di Amazon
In concreto il primo problema affrontato è quello dei posti di lavoro, cavallo di battaglia per il colosso americano che da anni dice di offrire lavoro a migliaia di persone in tutto il mondo. Punto incontestabile questo, che però tralascia il fatto che, a legger la petizione, ad ogni nuovo assunto ad Amazon, in Francia si registra la perdita di circa 2,2 lavori.
Numeri importanti se assieme si considera la politica finanziaria che Amazon da anni attua per tutto il mondo. Grazie a varie operazioni infatti la multinazionale riesce a spostare gran parte dei profitti nei Paesi dove le tasse rasentano lo zero.
In questo modo dunque Paesi come la Francia, non solo registrano disoccupazione ma assieme non hanno un tornaconto da Amazon, il quale, ricorda la petizione, chiede il 15% alle aziende francesi che vendono nella piattaforma.
La petizione si conclude con il suo obiettivo finale: limitare lo strapotere del colosso.
La richiesta ultima dei piccoli commercianti è infatti la creazione di leggi che permettano una convivenza economica tra Amazon e i piccoli negozi. Servono infatti regole che proibiscano i grandi stabilimenti dell’azienda e che ne impediscano la politica finanziaria, che da anni lede il tessuto economico francese, come quello di molti Paesi europei.
Intermarchè: il gigante francese offre spazio alle piccole attività
A sostegno della petizione si è presentato il supermercato Intermarchè, uno dei più grandi in tutto il paese, il quale si è detto disponibile a concedere il proprio marketplace alle piccole aziende.
Partendo da lunedì e comprendendo inizialmente solo le librerie, l’impresa francese ha dato il via a una campagna volta al sostegno dei negozianti in questo periodo difficile.
Negli annunci in merito Intermarchè ha anche attaccato Amazon. “Sorry Jeff” si legge infatti nella campagna del supermercato, con chiaro riferimento al Bezos di fama mondiale.
Insomma, una vera e propria beneficenza quella di Intermarchè, che si è detta felice di poter aiutare i piccoli commercianti a competere con Amazon e a riacquistare i clienti persi negli ultimi mesi.








