Ragazza di origine turca nata e cresciuta in Italia rapita dai parenti in Turchia

Donne

Ennesimo caso di mancata integrazione di una coppia musulmana e della loro figlia che invece vuole vivere “all’occidentale”. Questa volta la giovane è Serinhisar, una 19enne di origine turca nata e cresciuta nella zona di Siracusa. I genitori, per convincerla a tornare in Turchia, le hanno detto una crudele bugia, ossia che il suo fratellino era molto malato, così lei è partita. In seguito è stata drogata, privata dei documenti e della sim del cellulare, sequestrata a suon di botte e controlli continui da alcuni parenti che vivono nel “laico” Paese islamico. Secondo l’accusa sono stati proprio i genitori della ragazza a commissionare tutto, per non farla ritornare in Italia. A lanciare l’allarme alcuni amici della vittima, della quale sono stati alla fine arrestati la madre e il padre, Birol Durtuc, 40 anni e Yasemin Durucan, 36, in Italia da circa 20. I loro telefoni erano stati messi sotto controllo. Intanto con l’aiuto dell’Interpol, del Consolato italiano ad Izmir e della squadra mobile, Serinhisar è stata salvata e riportata a casa, come anche alla polizia turca aveva detto di voler fare. E’ stata affidata ai servizi sociali locali, poi attraverso il Consolato ha potuto fare ritorno qui. Ora la ospitano alcuni amici.

 

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).