Raid nello Yemen, colpito un ospedale

Il massacro

Un ospedale in Yemen sostenuto da Save the Children è stato colpito da un attacco aereo che ha provocato 7 morti, tra cui 4 bambini. La gente è ormai esausta, tutti sperano che la guerra finisca presto ma non si vede ancora la speranza di un accordo di pace.

E i bambini sono quelli che pagano il prezzo più alto, non hanno cibo, acqua, medicinali e anche un posto come l’ospedale gestito da Save the children dove dovrebbero solo pensare a guarire e stare bene viene colpito e ridotto ad un cumulo di macerie fumanti. Non possono neanche andare a scuola questi bambini, l’istruzione è negata.

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La denuncia

Secondo quanto riferito dall’organizzazione umanitaria, alle 9.30 di stamane ora locale (le 7.30 ora italiana) un missile ha colpito una stazione di benzina accanto all’entrata dell’ospedale Ritaf, a 100 chilometri dalla città di Saada, nel nord ovest del Paese. Ci sono ancora parecchi dispersi da recuperare e alcuni feriti sono gravissimi.

L’organizzazione Save the children denuncia una inosservanza di un luogo che dovrebb essere protetto invece che colpito da un missile senza pietà. I pazienti sono stati portati in altri ospedali ma è un affronto colpire un luogo dove ci sono solo gli ammalati e i loro famigliari, dicono i responsabili di Save the children.

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Una guerra che sembra non finire mai

La guerra nello Yemen dura da anni, due etnie si combattono senza sosta e continuano le provocazioni dall’una dall’altra parte.

Lo Yemen è ormai un Pese in ginocchio, manca tutto e l’insicurezza è giunta allo stato di non ritorno, chi può scappa in qualche modo e nel Paese sono rimasti gli strati più poveri della popolazione che non possono fuggire e sono costretti a mettersi al riparo come possono. Ma a volte questo non basta e già tanti sono i morti innocenti, innocenti perché non hanno voluto la guerra ma pagano il prezzo più alto.