Rania di Giordania, in video esorta i Paesi arabi a combattere l’Isis

Giordania1

E’ fresca in Giordania la ferita per l’assassinio del pilota Capitano Muath al Kassasbeh, arso vivo dall’Isis dopo essere stato rinchiuso in una gabbia. E se re Abdallah, anch’egli un pilota, un militare, si è messo alla testa dei caccia del suo paese contro lo Stato Islamico, dopo essersi recato con la consorte Rania a porgere il proprie condoglianze alla famiglia dell’ucciso, lei è scesa in piazza per protestare contro il terrorismo, kefiah bianca e rossa sulle spalle, mostrando la foto del giovane “martire” e ha parlato in video  ai paesi arabi esortandoli ad unirsi al suo nella lotta. “I nostri cuori in Giordania sono pesanti per il dolore e la rabbia. I nostri cieli sono velati dal dolore e le case di tutta la nazione sono unite dal cordoglio”, ha esordito. “Il mio paese sta affrontando la crisi e la tragedia con pazienza, fede e determinazione per combattere il terrorismo” – l’ha chiamato proprio con il suo nome, senza giri di parole – e per combattere “chi ha commesso le più orribili e brutali atrocità del nostro tempo”. “I momenti più difficili spesso ci mettono faccia a faccia con le nostre responsabilità. L’Islam è nostra responsabilità. La nostra identità è una nostra responsabilità.

La nostra identità è la nostra responsabilità”, ha sottolineato la sovrana. “La responsabilità di coloro che sono uniti nell’umanità e che vogliono vivere e coesistere in pace, che sperando che quando non ci saremo più i nostri figli saranno al sicuro e vivranno nell’onore, tramandando alle generazioni future un mondo arabo e musulmano in pace”. “Ci stiamo confrontando con chi ha rubato la nostra religione con l’Islam cattivo, la violenza e le stragi, ma non hanno coscienza né cuore” – ha proseguito (ricordiamo invece che suo marito discenderebbe dal bisnonno di Maometto, Hashim, dal quale deriva il nome della Casa a cui il re appartiene: hashemita, appunto). “…

Dobbiamo agire. Siamo in gara contro il tempo per adottare politiche che diano priorità reali sui temi attuali per eliminare l’ideologia dell’odio e del terrorismo. Non solo militarmente, ideologicamente. Dobbiamo cambiare le politiche educative nel mondo arabo. Quel che sta accedendo oggi è la prova che l’estremismo, sia esso religioso, politico e sociale è estraneo ai nostri valori” – ha concluso Rania di Giordania. Perciò ha chiesto alle nazioni partner di unirsi al suo paese contro i jihadisti.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
Potrebbero interessarti anche