Roberto Saviano torna a Casal di Principe

5588452165_0fb97165ac_zRoberto Saviano è tornato nella sua città natale, Casal di Principe.

Il centro dell’Agro Aversano, terra dei boss di camorra chiamati Casalesi ma anche dell’eroico don Giuseppe Diana, parroco ucciso dalla malavita per aver denunciato le pressioni mafiose, è sede di una mostra, ospitata nella villa confiscata a un boss, con opere provenienti dagli Uffizi di Firenze, dalla Galleria Nazionale di Capodimonte a Napoli e dalla Reggia di Caserta. L’esposizione, voluta dal premier Matteo Renzi e dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, mira a sancire la vittoria dell’Arte, simbolo di Legalità, sul malaffare della camorra e della mafia in generale: un riscatto per una terra già troppo martoriata dai Casalesi. La prova di questo intento è data proprio dal luogo ospitante, una villa confiscata a un boss del clan tra i più temuti di tutta la Campania e dedicata a don Diana, ma anche dal titolo “La luce vince l’ombra”. Venti sono le opere esposte, e tra queste spiccano la Santa Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi, l’Autoritratto del più grande pittore barocco napoletano, Luca Giordano, la Strage degli Innocenti di Massimo Stanzione, la Salomè con la testa del Battista di Battistello Caracciolo, una copia dell’Incredulità di San Tommaso di Caravaggio e l’installazione Fate presto di Andy Warhol.

Roberto Saviano si è detto entusiasta della mostra e si è complimentato con gli organizzatori e con le guide, chiamate “ambasciatori della rinascita”.

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Stefano Malvicini

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