Roma: scomparsi 35 algerini in pieno clima di emergenza ISIS

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I fatti risalirebbero al mese di settembre, quando già l’ISIS imperversava, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi nel corso di un’assemblea della Polaria.

I trentacinque algerini, dopo essere sbarcati dall’aereo, sarebbero, quindi, riusciti ad eludere i controlli doganali, ma soprattutto la verifica dei propri documenti da parte delle Forze dell’Ordine e si sarebbero, poi, dispersi all’interno dello scalo romano, lasciando le Autorità senza alcuna possibilità di identificarli.

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Alcune fonti parlano di un loro mescolarsi con il personale aeroportuale, indossando tute identiche a quelle normalmente usate da quest’ultimo. Altri, invece, affermano che si siano allontanati scavalcando i recinti, che sono a protezione delle piste di atterraggio.

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Il Presidente del Centro Studi Internazionali, Andrea Margelletti,  ha affermato che, secondo lui, la scomparsa di queste persone non ha nulla a che vedere con il terrorismo, ma è, piuttosto, da imputare al fenomeno del traffico di uomini, spesso strettamente connesso all’immigrazione clandestina, che sfrutta la disperazione di persone costrette ad abbandonare la propria casa per sopravvivere , per ottenere organi o schiavi sessuali

Ora, a prescindere dalla causa che sta alla base del fatto, bisogna evidenziare che l’episodio rappresenta un vero e proprio smacco per una Capitale ad alto rischio attentati dell’ISIS, quale Roma attualmente è.

Trentacinque persone che spariscono nel nulla in uno dei siti sottoposti a massimo controllo, come appunto l’aeroporto Leonardo da Vinci, deve, allora, far dubitare di un’effettiva capacità di tutela della cittadinanza da parte degli organi preposti?

Una notizia del genere di sicuro preoccupa, anzi aumenta il disagio di chi viaggia e si muove all’interno di una città, in cui l’ironia tenta di mettere a tacere la paura per il pericolo ISIS, ma il fantasma di un possibile attentato rimane comunque.