Roma, terrore alla Stazione Termini: uomo aveva fucile giocattolo

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In un periodo in cui l’allarme terrorismo è al culmine, lunedì sera si sono vissuti attimi di panico alla Stazione Roma Termini a causa di un uomo che girava con un fucile in mano. Quest’ultimo era un’arma giocattolo – con tanto di tappo rosso – ma sembrava vero. Una passeggera del metro B1 ha avvisato le autorità della  presenza del sospetto, dicendo che portava un capellino, uno zainetto in spalla e un’arma che assomigliava appunto ad un fucile. Gli agenti si sono attivati subito per cercarlo. Si trattava di un italiano, Luca C., pizzaiolo 44enne romano con qualche piccolo precedente penale: fermato alla stazione di Anagni, forse in stato di ubriachezza, si è giustificato affermando di avere con sé un regalo per il figlio, che vive con i nonni dopo la separazione di mamma è papà. E’ stato rilasciato e poi rintracciato a casa sua, tra Fiuggi ed Anagni: non si è nemmeno accorto del putiferio che ha causato ed ora rischia una denuncia per procurato allarme.

Appena giunta la segnalazione, è immediatamente scattato il dispositivo antiterrorismo, ma intanto si è avuta un’altra segnalazione. La stazione è stata evacuata e chiusa per mezz’ora, idem per i tunnel di accesso allo scalo ferroviario, i capolinea degli autobus e le strade vicine. In molti hanno preferito scappare e tornare successivamente, mentre altri hanno trovato rifugio nei negozi, nella fermata della metropolitana e nei bar – “proprio come a Parigi”, hanno raccontato riferendosi agli attentati terroristici del 13 novembre scorso –.

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Un episodio analogo era avvenuto all’Ospedale San Giovanni di Roma il 20 novembre, proprio una settimana dopo gli attacchi nella capitale francese. Due medici ed un soldato di guardia avevano notato un uomo in nero aggirarsi nella struttura con un fucile sotto il cappotto, ma nonostante le ricerche, la misteriosa figura riuscì a dileguarsi.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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