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Sale la tensione nel Caucaso meridionale

Nel conflitto tra Armenia e Azerbaigian continua ad aumentare il numero delle vittime. Il numero di morti raggiunti fino ad ora e di almeno 40 persone tra militari e civili. Il bilancio viene proposto da parte dell’Armenia in una nota scritta dal ministro della difesa della provincia di Nagorno-Karabakh.

Le vittime sono in buona parte militari armeni separatisti morti nella giornata di ieri e nella prima mattinata di oggi. Vittime anche sul fronte azerbaigiano: 5 sono i morti tra i civili. L’Azerbaigian non ha ancora comunicato il numero delle proprie vittime.

Rimane dunque alta la tensione al confine tra le due regioni. Le motivazioni della ripresa degli scontri nella zona del Caucaso va ricercata nella controffensiva che l’esercito dell’Azerbaigian avrebbe lanciato nei confronti dei separatisti armeni nella zona di Nagorno- Karabakh, una regione ex-sovietica. I separatisti avrebbero risposto al fuoco e attaccato l’esercito azerbaigiano.

Preoccupazioni dunque per la stabilità della regione del Caucaso meridionale: si tratta di un corridoio per il passaggio di petrolio e gas ai mercati mondiali.

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