Sciolto il Consiglio comunale di Sedriano: la mafia è anche al nord.

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Questo articolo vuole essere un racconto flash di ciò che sta diventando una routine in certe regioni meridionali, ma che, come avrete modo di leggere proseguendo, ha cominciato a manifestarsi anche nel nord Italia: questo perché nessuno si ostini a dire  che la mafia è un problema del sud. La mafia è un problema italiano e sempre più “settentrionale”.

Ieri due consigli comunali italiani sono stati sciolti per decisione del Consiglio dei Ministri: il primo di questi ad essere sciolto è stato quello di Cirò in provincia di Crotone, il secondo è il consiglio di Sedriano, nella perfetta Lombardia, nel Milanese. «Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata – questo il comunicato diffuso da Palazzo Chigi -il Consiglio ha deliberato, su proposta del ministro dell’Interno, lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone)».

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L’accusa è di legami con l’Ndrangheta, già sotto i riflettori nel Milanese per il caso “Buccinasco”, denominata la Platì del nord, più volte oggetto di denuncia di Giulio Cavalli e oggetto di studio dello scrittore Frederick Forsyth, che si recò a Buccinasco per scrivere alcune pagine del suo thriller sulla cocaina. Lo scioglimento del consiglio comunale di Sedriano pone fine al mandato del sindaco Celeste (Pdl), indagato per corruzione; secondo la Procura, il sindaco avrebbe piegato le sue funzioni agli interessi di due imprenditori legati alla ‘ndrangheta, tale Eugenio Costantino (clan Di Grillo-Mancuso), e Silvio Marco Scalambra, chirurgo, titolare di cooperative. I suddetti protagonisti della vicenda sono, rispettivamente, padre e marito di due consigliere di maggioranza a Sedriano, Teresa Costantino e Silvia Fagnani. Celeste, insegnante di religione, ex vice coordinatore provinciale del Pdl, è stato arrestato nel 2012 assieme a Domenico Zambetti, Eugenio Costantino e Marco Scalambra, ma dopo tre mesi agli arresti domiciliari, è tornato a governare il comune, proclamandosi innocente e non ha mai voluto dimettersi. Già dall’aprile scorso, si era insediata a Sedriano la commissione prefettizia, che per tre mesi ha esaminato tutti gli atti compiuti dal consigli e dalla giunta, per verificare l’esistenza di infiltrazioni mafiose, finchè in estate, la commissione ha inviato al ministro Alfano la sua relazione. E ieri finalmente si è deciso di sciogliere il Consiglio. Temo però che sia il primo di una lunga serie: la mafia c’è, cominciamo a riconoscerla e a combatterla.