Scuola: come cambia la maturità secondo il ministro Giannini

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Commissione d’esame composta esclusivamente da membri interni, abbandono della tesina e parte del colloquio da sostenere in lingua straniera: ecco la trasformazione dell’esame di maturità proposta dal ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

Con l’inizio di un nuovo anno scolastico ad attendere insegnanti e studenti quest’anno non ci sono solo lavagne e gessetti, ma anche le innumerevoli novità annunciate dal ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’esame di maturità: la commissione potrebbe tornare ad essere composta esclusivamente da membri interni? Secondo quanto annunciato sul quotidiano Repubblica dal ministro Giannini, una commissione esaminatrice di questo tipo permetterebbe di risparmiare ed alleggerire le casse dello Stato.

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“L’esame di maturità deve perdere quell’aspetto da giudizio divino, che tra l’altro lo ha fatto diventare costoso” – dichiara la Giannini, che aggiunge – “Nella stagione 2015-2016 dovremo tornare ai commissari interni, niente più convocazioni da lontano. E un presidente di garanzia, che non deve arrivare per forza da fuori provincia”. Gli stipendi di presidenti e commissari sono stabiliti da un decreto che risale al 2007 e sono suddivisi in due parti: una quota del compenso fa riferimento al ruolo (commissario interno o esterno, presidente) ed un’altra dipende dalla distanza tra il luogo di servizio e la sede degli esami; Nel 2013 comparivano nel bilancio del ministero dell’Istruzione quasi 163 milioni di euro necessari a pagare gli stipendi di presidenti e commissari. Passando a commissioni unicamente composte da docenti interni, l’esame di maturità verrebbe a costare allo Stato circa 83 milioni di euro, risparmiando ben 80 milioni di euro all’anno.

Un’altra novità che vorrebbe introdurre il ministro della Pubblica Istruzione riguarda la temuta tesina, che Stefania Giannini vede come: “un atto compilativo che è diventato solo un fiore al bavero, una collanina graziosa. Gli studenti dfovranno presentare un progetto che riguardi tutto l’anno trascorso: un lavoro più teorico per i licei e un prodotto finito per i tecnici”. Tuttavia, il rischio è che in questo modo la durata del colloquio si dilati a dismusura, poiché, dopo aver esposto il progetto, la commissione dovrebbe esaminare la preparazione del candidato in tutte le discipline.

Sembrano, invece, abbandonati itentativi di trasformare la terza prova, quella messa a punto dalla stessa commissione in sede d’esame, che si ipotizzava sostituire con una prova Invalsi sulla falsariga di quella dell’esame di licenza media.

Altra grande novità arriverà nel 2015: almeno una parte del colloquio di maturità dovrebbe essere effettuato dagli studenti nella lingua straniera studiata, anche in una disciplina non linguistica. Tuttavia resta un’idea di difficile realizzazione, dato che i ragazzi potrebbero trovarsi di fronte un docente esterno non sufficientemente preparato per affrontare l’esame in lingua, a meno che i commissari non diventino davvero completamenti interni; in quel caso, la proposta potrebbe effettivamente essere applicata.

Ora, è necessario aspettare che terminino i due mesi di consultazione online sul sito Labuonascuola.gov.it, iniziate lo scorso 15 Settembre, in cui chiunque, registrandosi, può compilare un questionario online per esprimere le proprie idee, insieme ad incontri nelle scuole con presidi, docenti e provveditori, per poi decidere se e come ritoccare la riforma.

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