Anniversario nascita Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria

Cacciatori Calabria: 27 anni di lotta alla 'ndrangheta.

 ” Vigilantia de caelo. Coercitio ex terra” recita il motto dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria.

L’1 luglio 1991 nasce un reparto speciale dell’arma dei Carabinieri volto a contrastare e ad annientare la ‘ndrangheta. Questo reparto porta il nome Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria.

A tutt’oggi continua nel suo intento ricevendo elogi per i risultati conseguiti. Diversi settori di comunicazione hanno esaltato il loro operato. Dall’editoriale con il libro degno di lettura dal titolo “Il Basco Rosso” della talentuosa autrice Alessandra D’Andrea al docu-film dal titolo “Lo Squadrone – Cacciatori di Calabria” dell’acclamato regista Claudio Camarca.

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“Lo squadrone dei Cacciatori ha due obiettivi primari: la cattura dei latitanti e la ricerca di piantagioni di marijuana”

dice il Basco rosso che presenta lo Squadrone nel docu-film andato in onda a diffusione nazionale su Rai 2. Grazie a quest’opera televisiva lo spettatore ha vissuto i vari momenti lavorativi del singolo cacciatore man mano che la puntata avanzava. Lo squadrone ha altresì documentato la presenza di un personale altamente qualificato e preparato ad ogni circostanza. Di puntata in puntata è lo stesso cacciatore di turno a spiegare le mansioni, le strategie e la loro efficacia. Chiare e visibili sono le giornate dei super carabinieri, tra gli appostamenti ed i blitz , il tutto corredato di dati sul risultato delle singole operazioni. È proprio di ieri, 1 luglio 2018, il ricordo della nascita di questo reparto. Ma il cacciatore lavora sempre senza sosta seppur tutto ciò gli comporti sacrificio. Forse è questo il suo più grande merito! Mettere la propria vita, a mò di scudo, al servizio di ciascun cittadino al solo scopo di garantirne la tranquillità e la sicurezza. Seppur la riuscita costi giorni mesi o addirittura anni, il cacciatore è sempre lì pronto come un falco, con la stessa velocità e determinazione.

Ciascuno di loro conosce il territorio calabrese in ogni dove a merito della tenacia che conta 27 anni di operato.

Vivono la montagna, che diventa ben presto la loro casa dove imparano ad ascoltare il silenzio degli alberi e della vegetazione. Non si tratta di un silenzio muto poiché diventano un tutt’uno col terreno. Il loro mondo dove dimorano silenziosamente. Dove si muovono con l’agilità di chi conosce cespugli e rami che s’ intrecciano lungo il sentiero impervio che li accoglie.

“Il cacciatore vive la quotidianità con i colleghi che diventano la sua seconda famiglia. Nasce un’indiscussa fratellanza. Ci si copre le spalle a vicenda. Ci si divide le risorse alimentari a disposizione. La cosa più importante è appunto la fratellanza e la consapevolezza che tolte le vesti di Cacciatore consegue nell’aiuto reciproco! È una scelta di vita e chi ne fa parte da tempo ha dato e continua a dare il proprio contributo”

deduce uno di loro visibilmente emozionato che s’inneggia a coro di un pensiero comune mentre ricorda il suo collega Massimo . Essere cacciatore si concretizza in impegno concreto e costante che interessa anche le famiglie di ciascun carabiniere dello Squadrone. Famiglie che hanno il merito del rispetto della scelta del familiare che a sua volta ha sentito di assolvere tale missione con tanto coraggio ed umiltà. Ogni mestiere ha i suoi doveri e i suoi sacrifici ma anche le sue gratificazioni o dirsi voglia soddisfazioni. Si dice che ” una noce in un sacco non fa rumore” ma la noce quando cade ha un rumore fragoroso che risuona come il mio sincero “grazie “. Una riconoscenza al cuore di quelle famiglie che piangono la scomparsa del proprio familiare: un Cacciatore a difesa delle nostre vite a lui preziose.

Grazie dei sacrifici fatti e grazie a coloro che, in quanto Cacciatori, hanno scelto di omaggiare ognuno di noi di questo esempio di affetto continuativo .