Sud Africa accusa Israele di genocidio: caso arriva all’Aja

Prende il via la causa presentata da Pretoria contro Tel Aviv in base a quanto sta avvenendo sulla Striscia di Gaza

Un’accusa di genocidio mossa dal Sud Africa a seguito di quanto sta avvenendo da ormai due mesi sulla Striscia di Gaza, territorio devastato dalle bombe e dove sono morte più di 22.000 persone, di cui 10.000 bambini. Israele affronta così una udienza di due giorni (11 gennaio e 12 gennaio) in cui sarà imputata con l’accusa di aver deliberatamente colpito la popolazione civile violando la Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite del 1948, di cui Israele e Sud Africa sono firmatari.

La Corte internazionale di giustizia (ICJ), composta in totale da 15 giudici, si è riunita stamani per discutere del dossier stilato da Pretoria, in cui campeggiano una mole non indifferente di documenti, testimonianze e tanto altro a conferma dell’intento genocidario di Tel Aviv. Un intento che chiaramente il governo di Benjamin Netanyahu ha negato sin da dubito, dalla presentazione del documento presso la corte dell’Aia. Il Sud Africa ha presentato ai giudici internazionali la sua istanza contro Israele lo scorso 29 dicembre, in un momento di massima tensione e crisi, mentre la guerra tra Hamas e le IDF stava mettendo a dura prova la Striscia, tanto che ad oggi l’85% delle 2,3 milioni di persone che abitano nell’enclave sono state sfollate. A essere indagato sarà anche il comportamento delle forze armate israeliane in merito al blocco dei rifornimenti e la distruzione dei servizi sanitari essenziali, come ad esempio ospedali e cliniche.

- Advertisement -

Vi sarà inoltre una prima fase, considerata preliminare, che vedrà i giudizi impregnati ad approvare o meno quanto chiesto dal Sud Africa, ossia l’adozione di misure provvisorie per proteggere la popolazione civile e chiedere a Israele di fermare gli attacchi. Se la corte approverà la domanda di Pretoria, ci sarà da aspettarsi una prima ordinanza ufficiale che chieda immediatamente di fermare subito gli attacchi.

Dopodiché, la palla passera prima all’accusa e poi alla difesa, con entrambe le parti che hanno già deciso a quale legale affidarsi durante la causa: Aharon Barak difenderà Tel Aviv, mentre Dikgang Moseneke si occuperà di portare avanti la causa promossa da Pretoria. Solitamente queste cause durano anche diversi anni: prova ne è l’accusa del Gambia nei confronti del Myanmar risalente al 2019 e che non ha ancora prodotto nessuna sentenza definitiva.