La ricerca fa nascere in Svezia il primo bambino in seguito ad un trapianto d’utero

233844887-704d1515-6139-4a2d-8f0b-81a74ddee491

A darne la notizia il Telegraph, ieri, alle otto del mattino: “e’nato il primo bambino al mondo dopo un trapianto di utero”. Lo straordinario evento è accaduto in Svezia, all’ospedale universitario Sahlgrenska di Goteborg, sotto gli occhi increduli ed emozionati del professor Brannstrom.
L’equipe di ricerca del professore negli ultimi due anni, nell’ambito del progetto sulla fecondazione assistita in seguito a trapianto d’utero, aveva effettuato nove trapianti. In due casi a causa di rigetto i medici erano stati costretti a rimuovere l’utero trapiantato, negli altri sette il trasferimento embrionale è andato a buon fine, ed attualmente, ha annunciato Brannstrom, ci sono due donne che hanno superato le 25 settimane di gestazione, presto quindi altre vite potrebbero nascere grazie a questa pratica. L’ identità della donna non è stata svelata, sappiamo sempre dalle parole di Brannstrom che la felicità dei due neo genitori è stata immensa.

Un grido di gioia esploso dopo un percorso sicuramente non facile e travagliato. La donna diventata mamma aveva ovai in perfetta salute, ma era nata priva di utero, una sindrome questa che in letteratura medica si registra in un caso ogni 4500 donne. Il medico ha dichiarato che ha avuto due episodi di incipiente rigetto, uno dei quali a gravidanza avanzata, ma che sono stati superati mediante il ricorso ai farmaci.

Loading...

La donatrice, invece, è un’amica di famiglia di 61 anni, madre in menopausa. Il caso svedese, divulgato per primo da un giornale britannico, ha trovato una immadiata eco nelle dichiarazioni del chirurgo londinese Smith: Questo è incredibilmente eccitante, Sembra che tutto sia andato davvero molto bene, ed è una notizia meravigliosa. Siamo passati da un ambiente in cui le persone erano davvero molto ostili verso questa procedura, ad una maggiore apertura, abbiamo 60 persone in lista d’attesa.”
Ostilità dovuta anche agli esiti negativi delle precedenti sperimentazioni: Nel 2011, una donna di 21 anni, in seguito al trapianto di un utero di un donatore morto, aveva partorito un bimbo privo di battiti cardiaci. E casi analoghi si erano registrati anche in Francia e Gran Bretagna, in cui erano stati usati organi appartenenti a donatori deceduti. In questi giorni si è quindi aperto un nuovo varco in materia di ricerca scientifica. Si attende ora la crescita del piccolo eroe, nel frattempo una ventata di speranza è gioia si è accesa in quetsi giorni. Speriamo sia solo l’inizio.