Taranto – Parte un colpo d’arma da fuoco, ferita una bambina; 2 arresti nel tarantino

Bambina ferita da un colpo di arma da fuoco; il comunicato stampa in merito all'arresto dello zio e il nipote

Arrestati zio e nipote di origine serba accusati di furti e rapine nei confronti di anziani nelle provincie di Taranto, Brindisi e Lecce; mentre una bambina di 10 anni è rimsta ferita a seguito di un colpo di arma da fuoco

Parte un colpo, ferita una bambina

Un episodio inverosimile è quello che si è verificato la scorsa notte nella città vecchia di Taranto.

Difatti, un colpo d’arma da fuoco ha ferito a una spalla una bambina di 10 anni le cui condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi.

Stando alle prime informazioni, l’episodio sarebbe avvenuto all’interno di un’abitazione.

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Al momento, non si conoscono altri dettagli.

Indagano i Carabinieri.

+++ NOTIZIA IN FASE DI AGGIORNAMENTO +++

Arrestati zio e nipote, la nota stampa dei Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Maruggio, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi della Compagnia di Manduria e da unità antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione, a Faggiano e Pulsano, entrambi centri della provincia jonica, a 2 provvedimenti cautelari in carcere emessi dal GIP del Tribunale di Taranto, dr. Benedetto RUBERTO, su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica di Taranto, Dr.Ssa Giovanna CANNALIRE, nei confronti di due soggetti di origine serba, 34enne e 18enne, rispettivamente zio e nipote, abitanti a Faggiano, ritenuti responsabili a vario titolo, unitamente ad altri soggetti in corso di identificazione, di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti in abitazione, ricettazione, violazioni aggravate di domicilio, lesioni personali aggravate e falso.

Le indagini venivano avviate dai Carabinieri della Stazione di Maruggio il 26.07.2017, subito dopo la commissione di una rapina ai danni di una coppia di coniugi 90enni, nella cui abitazione di Maruggio irrompeva un individuo che, dopo aver sferrato un pugno in pieno volto all’anziano e scaraventato per terra la moglie, strappava dal collo dell’uomo una collanina in oro e dalle orecchie della donna degli orecchini. Il malvivente, terminata l’azione delittuosa, si dileguava unitamente a un complice a bordo di un’autovettura. Nella circostanza, i malcapitati, trasportati presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Manduria, venivano giudicati guaribili in 60giorni.

I militari, allertati da una chiamata al 112, si portavano sul luogo e, dopo aver acquisito le prime informazioni, esaminavano le immagini registrate dalle telecamere dislocate nel centro cittadino, riuscendo a individuare una Renault Megane con targa tedesca risultata oggetto di furto.

Le incessanti ricerche del veicolo, da subito ritenuto quello usato per la commissione del reato, consentivano agli operanti, il successivo 2 agosto, di rintracciarlo con a bordo gli odierni arrestati che, sottoposti a perquisizioni personale e veicolare, venivano trovati in possesso di cappellini, guanti e due telefoni cellulari che venivano sottoposti a sequestro, unitamente al veicolo ed alla targa, oggetto di furto.

I militari, attraverso mirati accertamenti sui telefoni cellulari sequestrati, mediante le celle di attivazioni delle utenze telefoniche, riuscivano ad accreditare che i due erano i responsabili dell’anzidetta rapina avvenuta in Maruggio, nonché di altre azioni delittuose occorse in provincia di Taranto ed in quelle limitrofe di Brindisi e Lecce.

Nello specifico, i militari riuscivano a raccogliere indizi di reità a carico dei due per: un tentativo di furto in abitazione in Grottaglie (Ta), una rapina in abitazione in Surbo (Le), una rapina in abitazione San Pietro in Lama (Le), una rapina in abitazione in Copertino (Le), un furto in abitazione in Veglie (Le), una rapina in abitazione in Oria (Br) ed una rapina in abitazione in Latiano (Br). In particolare, gli arrestati, nelle rapine consumate in Copertino, Surbo e, come detto, in Maruggio, sempre con lo stesso modus operandi, malmenavano, con estrema ferocia, le povere vittime, peraltro tutte anziane, lasciandole per terra dopo averle colpite con calci e pugni, per poi “arraffare” collane, orecchini ed anelli che portavano indosso.

I prevenuti, per la commissione dei reati, si avvalevano per la fuga della Renault Megane sulla quale applicavano targhe rubate per non essere individuati durante la fuga. Nel corso delle indagini veniva, altresì, sequestrata, in Faggiano, una Peugeot 306 con targhe tedesche, approntata in sostituzione della Megane.

La base operativa degli arrestati e’ risultata proprio Faggiano (TA), luogo dove venivano pianificati i “colpi” e stabile dimora degli arrestati. I tragitti percorsi, nonché le fasi ed i dettagli delle rapine e dei furti in abitazione commessi venivano accertati attraverso le videoregistrazioni acquisite e mediante l’analisi disamina delle celle telefoniche di aggancio degli indiziati, da cui emergeva che il “palo”, risultato essere il nipote, era connesso telefonicamente con gli esecutori materiali dei “colpi”, tra cui suo zio, al fine di aggiornarsi su ciò’ che avveniva all’interno degli obiettivi prescelti per le azioni predatorie ed all’esterno delle abitazioni interessate, al fine di segnalare tempestivamente il sopraggiungere delle Forze dell’Ordine.

Il “bottino” ricavato dai colpi messi a segno dal sodalizio criminale, in tutto 6 rapine, di cui 1 nel tarantino (1.500 euro), 2 nel brindisino (3.700 euro) e 3 nel leccese (4.800 euro) e 2 furti di cui 1 nel tarantino (tentato) e 1 nel leccese (20.000 euro) nell’insieme, tra denaro contante e preziosi, principalmente in oro, ammonta a circa 30.000,00 euro.

Al termine delle formalità di rito i due arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Taranto.

L’operazione eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Maruggio, è stata denominata i “I VISITATORI” per la connotazione itinerante del modus operandi, atteso che le inaspettate “visite” degli indagati alle vittime si trasformavano nelle irruzioni nelle abitazioni all’interno delle quali consumavano rapine, furti e violazioni di domicilio.