Terrore al Cairo, attentato davanti al consolato italiano

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Mattinata di terrore, stamattina, in Egitto.

Nella Capitale il Cairo, una bomba è esplosa davanti al consolato italiano. Ci sono un morto e nove feriti: del deceduto non si hanno le generalità certe. Tra i feriti, ci sarebbero anche una donna con i suoi tre bambini e due poliziotti egiziani. Per ora nessuna rivendicazione, ma sembra sia certo che nessun italiano sia rimasto coinvolto.

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Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha scritto, su Twitter, che l’Italia non si fa intimidire, confermando che non risultano vittime italiane e assicurando la sua vicinanza a chi è stato colpito. L’ambasciata fa sapere che tutti i servizi sono temporaneamente sospesi.

Il ministro degli Esteri egiziano, Samed Shoukry, ha detto: “Condanno l’attacco terroristico avvenuto davanti al Consolato italiano al Cairo. L’Egitto farà ogni sforzo con tutti i Paesi del mondo, inclusa l’Italia, per sradicare ed eliminare il terrorismo”.

Secondo le prime indagini, la bomba sarebbe stata piazzata sotto un’auto e poi fatta esplodere a distanza. Il console è giunto sul luogo dell’esplosione, mentre alcuni impiegati hanno sottolineato come già in passato le autorità egiziane li avessero avvisati di possibili attacchi terroristici: il consolato era stato blindato ed era stata posta una garitta in legno davanti all’ingresso, la quale, nell’esplosione, è andata distrutta.

Sull’attentato ha anche parlato il portavoce della Chiesa cattolica egiziana, padre Rafik Greiche, il quale ha detto: “L’obiettivo non era uccidere molte persone, ma lanciare un messaggio all’occidente e all’Italia: il terrorismo sta arrivando”. Il religioso ha sottolineato anche come l’orario dell’esplosione, con il consolato chiuso, abbia evitato una strage, e che la mano sia terrorista: “Non potrebbe essere altro. Inoltre, gli autori del gesto hanno voluto mostrare che il governo egiziano è debole e non in grado di proteggere gli stranieri sul suo territorio, a partire dalle ambasciate e i consolati”.

In Egitto, ormai, il terrore è di casa, da quando la giunta militare di Ahmed al-Sisi ha deciso di mettere fuorilegge i Fratelli Musulmani, partito integralista il cui capo, Mohamed Morsi, era stato eletto presidente della Repubblica, salvo poi essere destituito con un golpe dall’Esercito. Ormai, gli islamisti organizzano quotidianamente manifestazioni che sfociano in scontri di piazza con la Polizia e i militari e la jihad dei guerriglieri del Sinai, vicini all’ISIS, organizza sempre più frequenti attentati, come quello che, un mese fa, ha ucciso il Procuratore Generale Hisham Barakat, che stava indagando su questi terroristi, e un altro che, poco dopo, ha ucciso due poliziotti davanti a una stazione. L’esercito egiziano combatte strenuamente contro i guerriglieri islamisti, ma gli scontri sono limitati esclusivamente alla zona del Sinai.

Stefano Malvicini