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Torturati e uccisi in Ucraina, strage a Makariv 133 morti

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La Russia si macchia di un nuovo e mostruoso crimine di guerra: con queste parole, il ministro delle difesa ucraino attraverso un tweet, esprime il suo disappunto nei confronti del feroce atto nei confronti del popolo ucraino, compiuto a Makariv, una città a circa 50 chilometri da Kiev con un massimo di 15 mila abitanti.

Questa volta la rabbia riguarda 133 civili, 133 corpi di persone in una città distrutta dai bombardamenti, è quanto emerge dopo una visita alla città di Makariv, dove son stati rinvenute inequivocabili tracce dell’avanzamento russa.

Il sindaco VadymTokar, che ormai veste anche lui una divisa militare, annuncia che Makariv è stata distrutta a metà dai bombardamenti, le persone che sono state ritrovate avevano mani e piedi legati ed almeno due donne sono state stuprate e poi uccise, una di questa anche sgozzata.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, in una recente intervista, ha ammesso il suo odio per la Russia e per i suoi soldati, capaci di atroci delitti persino nei confronti dei bambini, mutilati ed uccisi ferocemente, mentre l’attacco russo prosegue da ben 45 giorni e Mosca declina ogni accusa nei suoi confronti, puntando ancora una volta il dito contro l’esercito di Kiev.

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