Estero
Tra suicidi e rivolte: Shangai e il lockdown rigido

Sono iniziate da circa due settimane, le rigide restrizioni che hanno messo a dura prova la popolazione di Shangai: la restrizione forzata, ha messo a dura prova i residenti, che non sono riusciti nemmeno a procurarsi cibo e beni di prima necessità.
I video, che in queste ore stanno inondano il web, riportano la totale disperazione degli abitanti: l’alto tasso dei contagi per Covid, ha costretto le autorità locali ad adottare la politica “zero Covid”, la stessa attuata durante le Olimpiadi di Pechino 2022.
Ma questo ha portato la popolazione di Shangai a testare tutta la propria resistenza, proprio in queste due fatidiche settimane: dall’Oriente arrivano immagini della città deserta, con un diffuso malcontento per la rigidità delle ristrette imposizioni emanate dallo Stato, seguite da video di persone in rivolta sui grattacieli, ed alcuni di questi hanno deciso di lanciarsi nel vuoto.
Il Dipartimento di Stato Americano, ha ordinato al personale non necessario, di lasciare la città di Shangai a causa dell’emergenza Covid, avendo subìto un’impennata di infezioni. Zhao Lijian, il portavoce del ministro degli Esteri, ha però cercato di contrastare le dichiarazioni degli statunitensi, accusandoli di sfruttare l’epidemia unicamente per le loro manipolazioni politiche e per diffamare la Cina.








