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Tsunami dopo il terremoto in Indonesia, almeno 384 morti

Tsunami dopo il terremoto in Indonesia e tutto si è trasformato in un incubo. Già i danni del terremoto erano stati molto gravi con migliaia di persone senza abitazione ma lo tsunami ha spazzato via del tutto quello che rimaneva. Il terremoto è stato di magnitudo 7,5 ed ha scatenato lo tsunami che ha colpito in modo particolare sui piccoli villaggi portando via case, scuole, tutti quegli edifici che erano stati costruiti con materiali meno resistente.
Le onde di due metri si sono abbattute sulle coste dell’isola di Sulawesi, spazzando via molte case sulla riva delle cittadine di Palu e Donggala mentre la gente, nel panico, fuggiva. I primi resoconti parlano di vittime, almeno 384. Molta gente è ancora dispersa e si teme che il bilancio possa aggravarsi.
Situazione disperata dopo il terremoto e lo tsunami
La situazione è davvero disperata, con case crollate e tantissimi che sono feriti gravi ma non hanno più gli ospedali disponibili perchè gravemente danneggiati. Una tragedia le cui dimensioni non sono ancora chiare, complice anche il sopraggiungere della notte che ha reso più difficili le operazioni di soccorso.
Tutto al momento è al quanto difficile e si cerca di capire dove sono i dispersi ma con il buio è una impresa quasi impossibile vederli. L’elettricità infatti è saltata e ci sono solo lampade che illuminano a stento la devastazione.
Il video dello tsunami mentre arrivava sulle case
Indonesia geophysics agency says Sulawesi quake caused a tsunami. This video is doing the rounds. We believe it is real. pic.twitter.com/7xDzzRuj5v
— David Lipson (@davidlipson) September 28, 2018
La Protezione Civile indonesiana, crolli dappertutto
La Protezione civile indonesiana segnala una grande quantità di case crollate. Danni estesi anche sono anche registrati a un centro commerciale della capitale provinciale di Palu, settantotto chilometri più a sud, dove vivono oltre 350mila persone. Il sisma è stato avvertito in un’area ancora molto più estesa, fino alla parte indonesiana dell’isola del Borneo. Ma la distruzione causata dal secondo terremoto potrebbe essere inferiore a quella dell’onda d’acqua che si è abbattuta poco dopo a Palu, il punto più meridionale di uno stretto golfo.
Si passa sulle macerie in alcuni casi e non si riesce a raggiungere tutti coloro che vivono nelle zone più lontane; si rischia di vedere ancora tanti altri morti.








