Turchia: crisi economica; crolla il valore della moneta

La magistratura indaga su influenze straniere e fake news

La Turchia ha chiuso negativamente i mercati. La lira turca aggiorna i record negativi scendendo del 5,9% (ha perso oramai il 40% da inizio mese) sopra quota 7 sul dollaro. Dietro la ragione di questo crollo ci sarebbero ragioni economiche, politiche e geopolitiche.

Causa anche di uno scontro diplomatico con l’amministrazione Trump, attorno alla figura di Andrew Brunson, pastore americano detenuto in Turchia. Le minacce di rappresaglie e le sanzioni di Washington hanno fatto precipitare una situazione già a rischio a causa dell’inflazione galoppante, quasi il 16% sull’anno in luglio.

Intanto la procura di Istanbul ha aperto un’indagine su individui sospettati di essere coinvolti in azioni che minacciano la sicurezza economica del paese. L’ufficio del pubblico ministero ha parlato di un “attacco economico”, impegnandosi a intraprendere azioni legali contro “false notizie” ritenute funzionali all’obiettivo di questo attacco.

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Il presidente turco Erdogan assicura che l’economia di Ankara è forte e continua ad attaccare gli Usa: “Da un lato siete con noi nella Nato e agite come un partner strategico, ma dall’altro cercate di pugnalare alle spalle un vostro partner strategico”, ha affermato il presidente. Ha infine avvertito: “Non dovremo mai scendere a compromessi e mai abbandonare i nostri ideali di libero mercato”.