Turchia: Erdogan contro trucco e capelli colorati ma per il velo a scuola

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In Turchia Il nuovo presidente eletto, Tayyip Recep Erdogan, intenzionato a dare una svolta islamica al Paese che fu di Ataturk, ha preso un’altra decisione che sta scatenando polemiche. Dopo aver reintrodotto il velo nelle scuole e nei luoghi pubblici (velo vietato nel 1923 dal “padre dei Turchi”), dopo l’annuncio di un disegno di legge contro l’aborto e l’esortazione alle donne turche a fare almeno tre figli, dopo aver recentemente fatto bloccare i social network, ora Erdogan ha deciso di vietare agli studenti il trucco per le ragazze, i piercing, i tatuaggi, i capelli colorati fino ai berretti, alle sciarpe e accessori vari con simboli politici; però permette il “turban”, termine turco che indica il velo, il quale potrà essere indossato anche dalle bambine di 10 anni. Ai minorenni sarà anche vietato di portare barba e baffi. Pena la sospensione o l’espulsione dall’istituto. La norma, annunciata dalla Gazzetta Ufficiale di Ankara, porta la firma del capo del governo, l’ex ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, già uomo di fiducia di Erdogan primo ministro. Eppure solo un paio di anni fa quest’ultimo aveva assicurato che le ragazze avrebbero potuto portare il velo solo all’università (e già erano divampate le proteste). L’ulteriore giro di vite sulle libertà della società turca appare in contrasto con il fatto che le ragazze turche facciano largo uso di cosmetici e che sempre più giovani si colorano i capelli. L’opposizione, a cominciare dai sindacati, annuncia battaglia. Vali Demir, il capo del Sindacato scuola, intervistato da media locali ha parlato di “decisioni prese senza senno”, precisando che presenterà un appello al Consiglio di Stato, perché le nuove disposizioni vanno contro la Costituzione, che è appunto laica. Anche l’Unione Avvocati turca si è detta scettica su ciò che vuole Erdogan. Cavalcando l’onda delle nuove norme, un sindacato di stampo religioso, ha però chiesto anche l’abolizione delle classi miste. E la Turchia vorrebbe entrare in Europa?

 

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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