Ucciso in un blitz l’attentatore di Strasburgo

L'uomo non era fuggito dalla città, come sospettato, ed è stato ucciso a poche centinaia di metri dal luogo dell'attentato dell'11 dicembre.

Cherif Chekatt, ucciso in un blitz della polizia francese
Cherif Chekatt, ucciso in un blitz della polizia francese

Freddato l’attentatore che l’11 dicembre aveva ucciso due persone, ferendone altre quattordici al mercatino di Natale di Strasburgo

Non si era allontanato dalla città Chérif Chekatt, l’autore dell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre. Molteplici voci si erano susseguite nelle prime ore dopo l’operazione terroristica, ma il ventinovenne di origine marocchina si era nascosto in un deposito nel suo quartiere. Le forze dell’ordine avevano perso le sue tracce 48 ore fa, subito dopo l’attentato. Ma questa sera è stato ucciso mentre passeggiava in rue du Lazaret.

Alla vista della polizia, l’uomo avrebbe reagito facendo fuoco. Da lì è scattato un conflitto a fuoco che ha visto come unica vittima l’attentatore stesso. Il terrorista si era rifugiato in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, vicino al centro di Strasburgo e non lontano da Neudorf dove aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa.

L’uomo aveva con sé un coltello e la pistola con cui ha sparato. Secondo le ricostruzioni, la segnalazione su Chekatt sarebbe arrivata da una donna che si è trovata di fronte il terrorista ed ha subito informato la polizia. Con grande reattività si è mobilitata la Bst (brigata specializzata sul terreno) che ha ingaggiato l’uomo.

Il ministro dell’interno francese Christophe Castaner, che ha personalmente rivelato i dettagli del blitz, ha dichiarato di essere «questa sera fiero delle forze dell’ordine».

L’Isis rivendica l’attentato in un comunicato ufficiale

L’Amaq, l’agenzia di stampa del califfato, ha reso una dichiarazione pubblica in cui affermava che Chekatt era un “soldato” dell’organizzazione terroristica.

 

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