Ucraina: ennesima violazione della tregua di Minsk

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Un cessate il fuoco fantasma nell’oblast’ di Donetsk, proseguono i conflitti in Ucraina. Mentre l’Europa deve fare i conti con gli effetti dell’embargo russo

Ucraina- Violata tregua bilaterale fra rappresentanti di Kiev e ribelli filorussi, sancita lo scorso 5 settembre a Minsk (Bielorussia) sotto la supervisione dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa). A detta dei separatisti, Kiev, avrebbe violato per la sesta volta il concordato del 5 settembre. Di fatto a soli 4 giorni dalla sua entrata in vigore, furono uccisi 4 soldati ucraini. Fra gli scambi di prigionieri da entrambe le fazioni belligeranti, annullati oggi a causa della mancata conferma di partecipazione da parte di Kiev -l’ultimo scambio risale al 14 settembre scorso, quando furono consegnati più di 70 uomini- non si arrestano gli scontri nell’Est ucraino, dove la scorsa notte sono state uccise, presso l’aeroporto di Donetsk -in cui il fuoco dell’artiglieria continua a mietere vittime- due persone e altre 4 sono rimaste ferite. Gli spari dell’artiglieria hanno coinvolto anche le piazze di Ottobre e Spartak.

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Cionondimeno, non si tratta del primo caso di perdita di civili in questa fase momentanea di “cessate il fuoco”, durante la notte fra il 15 e il 16 settembre scorsi persero la vita 6 residenti, fra i quali anche una donna.

Nel frattempo torna a far discutere la questione dell’annessione della Crimea da parte della Russia in seguito al referendum indetto il 16 aprile 2014. Il presidente ucraino Petro Poroshenko, ha dichiarato al Congresso Usa che l’annessione della Crimea alla Russia è stata “uno tra i più cinici atti di tradimento della storia moderna”. Tutto ciò avviene dopo il successo delle ultime elezioni amministrative che si tennero domenica scorsa e terminate con la conferma per il partito pro-Putin: Russia Unita. Dopo il referendum del 16 aprile il consenso popolare a favore della Russia è rafforzato sorprendentemente, lo stesso Putin è molto apprezzato in Crimea. “L’ampio sostegno, popolare è certamente un onore, ma è anche una grande responsabilità” ha dichiarato il presidente russo durante un incontro con i capi della Federazione Russa.

Kiev intanto ospiterà dal 16 al 26 settembre le esercitazioni “Rapid Trident 14” con 1200 soldati provenienti da 14 Paesi differenti tra cui gli Usa e una serie di Paesi dell’Europa orientale, che non potremmo di certo definire in buoni rapporti con la Russia, come Georgia, Polonia, Lituania, Lettonia, Moldova, Romania. Sono presenti anche ufficiali Nato.

Poroshenko chiede sostegno militare agli Usa preoccupato per le sembianze che sta assumendo il conflitto a discapito della democrazia ucraina: “non possiamo vincere la guerra con le coperte” afferma il presidente ucraino, riferendosi agli aiuti umanitari provenienti da alcuni Paesi occidentali, aggiungendo: “nel mio Paese la democrazia esiste già, non va creata, va solo difesa”.

Gli Stati Uniti hanno stanziato aiuti umanitari di 53 milioni di dollari, stando a quanto annunciato dalla Casa Bianca. 7 milioni saranno destinati a organizzazioni internazionali impegnate in aiuti umanitari e 46 milioni alla sicurezza a sostegno delle forze armate ucraine. Il Canada promette un prestito di 180 milioni di dollari, ma anche FMI :17 miliardi di dollari, 3,2 miliardi erogati a maggio altri 1,4 miliardi ai primi di settembre. L’Ue: 2 miliardi di euro, 100 milioni erogati a maggio, e 500 milioni a giugno. In previsione, una nuova tranche di un miliardo di euro.

Intanto l’embargo finanziario russo, oltre ad un nuovo record negativo del rublo sul dollaro, che, per via delle sanzioni, supera,caso eccezionale, quota 38, sta provocando disagi anche nei Paesi d’occidente, come ad esempio le problematiche relative alle forniture di gas russo a Kiev, Germania, Polonia, Austria e Slovacchia che in questi giorni avevano subito una riduzione dei flussi facendo saltare il meeting fra Russia-Ucraina-Ue del 20 settembre. La Commissione europea ha presentato,inoltre, al gruppo di esperti di frutta e verdura riuniti a Bruxelles il 17 settembre scorso, un progetto di regolamento -misure eccezionali di sostegno del settore ortofrutticolo- degli effetti dell’embargo russo. In breve, l’Ue dovrà compensare le enormi perdite che i Paesi membri stanno subendo e subiranno a causa delle sanzioni che il Paese ha applicato all’Occidente come risposta dell’embargo finanziario.