Un nuovo muro nel cuore dell’Europa

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Dopo l’Ungheria anche l’Austria si dice pronta a costruire un muro al confine con la Slovenia per impedire o quantomeno limitare l’afflusso di profughi provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica, in gran parte siriani, che i riversano sul suo territorio. La marea umana sembra non avere mai una fine e neanche l’inverno ormai imminente e le rigide temperature registrate in questi ultimi giorni sembrano scoraggiare i tantissimi disperati che tentano di fuggire dalla guerra e dalla fame.

Il Ministro dell’interno austriaco, la signora Johanna Mikl-Leitner, preferisce non parlare di un vero e proprio muro ma solamente di “barriere tecniche”, fatte apposta per evitare che chi ha bisogno veramente di aiuto e protezione non debba aspettare troppo al freddo pungente e allo stesso tempo identificare e rimpatriare i migranti economici. La signore Mikl-Leitner ha spiegato che le barriere dovrebbero servire proprio per gestire meglio l’enorme flusso di rifugiati, dicendo  che:”Si tratta di permettere un accesso all’Austria ordinato e controllato,non di chiudere le nostre frontiere.”

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Se venissero costruite queste barriere potrebbe scatenarsi un vero e proprio effetto domino, visto che anche la Slovenia si è detta pronta ad erigere a sua volta degli ostacoli ai migranti al confine on la Croazia. Dopo la caduta del muro di Berlino e il trattato di Shengen sulla libera circolazione sta lentamente tornando in Europa l’epoca dei muri che sembrava ormai dimenticata. Si moltiplicano inoltre gli episodi di odio razziale e le manifestazione anti migranti, a tutto vantaggio dei partiti dell’estrema destra xenofoba. A Praga si è svolta nel centro della città una manifestazione contro i profughi accusati di voler invadere la piccola Repubblica Ceca e di voler cancellare i valori e la cultura del Paese; in Svezia alcuni appartamenti destinati ai rifugiati sono stati saccheggiati e danneggiati prima di essere incendiati.

Crescono anche gli approfittatori che vendono generi di prima necessità a prezzi maggiorati e concedono prestiti con tassi da usura; al confine tra Austria e Slovenia una pizza per un rifugiato arriva a costare anche 25 euro.

La politica dell’Unione Europea, incapace di distinguere tra veri richiedenti asilo bisognosi di aiuto e protezione e migranti economici, è forse l’unica vera colpevole di questo clima da guerra fredda.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com