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Usa, disordini del 6 gennaio: spunta un nuovo social network per Trump e i suoi seguaci

Parler, il social network dei trumpiani
Non esistono solo Facebook, Twitter e Instagram, ai tre social network che hanno sospeso il profilo di Donald Trump ci sono delle alternative, la prima di tutte è Parler. Il Ceo di questa quarta piattaforma di microblogging e social net si chiama John Matze e ha contestato fortemente la scelta dei competitors di censurare l’ex presidente degli Stati Uniti d’America.
Molte realtà di estrema destra o che appoggiano Donald stanno invitando gli utenti a boicottare le due piattaforme più famose per scegliere Parler dove il presidente sembra abbia dal 2018 un suo profilo. Dopo la cancellazione da Facebook e Twitter, Donald ha seguito l’invito della figlia Ivanka e dei suoi fan ad usare questo spazio online diverso.
Le dichiarazioni anti Facebook e Twitter di John Matze
I creatori di Facebook e Twitter hanno fornito le loro motivazioni sulla cancellazione del profilo di Donald Trump. John Matze ha contrastato la loro scelta parlando di censura e limitazione della libertà, per lui non è giustificata nemmeno con il motivo della sicurezza. “Se la libertà di parola è veramente il nemico e dobbiamo limitare e censurare le voci delle persone per mantenere il nostro paese al sicuro, allora il nostro paese è già perduto.“
Dopo una serie di frasi concentrate sulla differenza tra una minaccia idelogica e una minaccia di stato, “poteri presidenziali contro voce di un uomo”, John Matze spiega la scelta di Parler.
“Parler non è un arbitro della verità. Crediamo in te. Crediamo che tu sia abbastanza saggio da decidere da solo e confidiamo che, dato l’accesso a tutte le informazioni, possiamo autogovernarci. La soluzione è chiara. Se credi nella libertà di parola e nei nostri principi fondanti della nostra repubblica, allora dobbiamo liberare gli altri promuovendo la libertà di parola Parler.“
Qualche informazione su John Matze
John Matze è il fondatore e amministratore delegato di Parler, la piattaforma è stata lanciata nel 2018 e ha 10 milioni di utenti totali e 4 milioni attivi. Si è laureato nel 2014 presso l’Università di Denver e ha collaborato insieme ad altre persone per creare un sito social e di microblogging che non sopprimesse la libertà ideologica e non facesse abuso sulla privacy. Ha collaborato quindi con Jared Thomson e Rebekah Mercer nella creazione di Parler. Thomson è direttore tecnico e ha studiato informatica insieme a Matze.
Contro Parler anche Google e Apple, il Ceo John risponde e sparisce l’app dagli store
Apple e Google hanno sospeso l’app di Parler dai loro store digitali, la motivazione sono le iscrizioni e le azioni degli estremisti di destra pro Trump che incitano all’odio e alla violenza, parte delle loro azioni si sono spostate da Facebook e Twitter in questo spazio diverso.
Un portavoce di Google ha chiaramente dichiarato ad Art Tecnica: “siamo al corrente di continui post che cercano di incitare alla violenza negli Stati Uniti, alla luce di quel che sta succedendo al pericolo per la sicurezza pubblica sospendiamo l’App dal Play store fino a quando non correggerà queste azioni“.
Apple invece ha chiesto solamente moderazione sui contenuti discutibili, privi di fondamento e pericolosi. Il team di Cupertino ha spiegato di aver ricevuto dei reclami perché anche Parler può essere stato sfruttato per pianificare e coordinare gli attacchi al Campidoglio del 6 gennaio.
Il Ceo Jhon Matze da ieri si difende tramite il suo account personale del social che lui ha fondato.
- “Non cederemo alle pressioni degli attori anticoncorrenziali! Abbiamo sempre applicato le nostre regole contro la violenza e le attività illegali. Ma NON cederemo alle aziende politicamente motivate e agli autoritari che odiano la libertà di parola!“
- “Questo non è un attacco a Parler. Questo è un attacco alle nostre libertà civili fondamentali e al diritto alla libertà di parola. Sanno che la cosa più potente al mondo è la tua voce e 1A.”
Jhon Matze risponde ad Apple
- “Chiunque acquisti un telefono Apple è apparentemente un utente. Apparentemente sanno cosa è meglio per te dicendoti quali app potresti e non potresti usare. Apparentemente credono che Parler sia responsabile di TUTTI i contenuti generati dagli utenti su Parler. Pertanto, secondo la stessa logica, Apple deve essere responsabile di TUTTE le azioni intraprese dai propri telefoni.”
A Google è stata fornita questa risposta su Parler da John Matze
- “La prima volta che ho letto completamente la spiegazione di Google per il divieto. Non mi hanno mai mandato una copia ♂️ Immagino che non siano davvero preoccupati per la ‘violenza’ che è comunque contro le nostre regole. Se gliene importasse davvero, proverebbero ad aiutare. Non scaricare l’app e inviare una dichiarazione pubblica di interruzione. Che modo orribile di gestire questo. Riesci a immaginare di rompere con una ragazza in questo modo? Ciao Buzzfeed, dì al mondo che io e la mia ragazza abbiamo finito perché sua sorella Twitter mi piace di più e mi ha chiesto di interrompere le cose. Grazie “










