USA, ergastolo all’assassino di ”American Sniper”

USA, ergastolo all'assassino di American Sniper

“Grazie a Dio è stata fatta giustizia”: queste le parole a caldo della madre di Chris Kyle a margine del processo relativo alla morte del figlio, diventato celebre nell’ultimo anno grazie al film ‘American Sniper’ diretto da Clint Eastwood. L’ex-marine Eddie Ray Routh è stato infatti condannato all’ergastolo per l’omicidio di Chris e dell’amico Chad Littlefield. Il fatto risale al 2013: Routh sparò ai due uomini durante un’esercitazione al poligono di tiro, senza ragione apparente. La difesa ha provato a sostenere l’idea di un ‘incidente’ causato da instabilità mentale. In effetti l’omicida risultava affetto da una forma di stress abbastanza frequente nei reduci di guerra e per questo è entrato nel programma di volontariato seguito da Kyle. L’accusa però ha dimostrato la presenza di alcool e di stupefacenti nel sangue di Routh e la giuria ha così escluso ogni attenuante. Si chiude così una vicenda a dir poco paradossale. Chris Kyle, cecchino diventato una leggenda grazie alle sue 162 uccisioni registrate, è sopravvissuto all’Iraq per morire a casa sua per mano di una delle persone che sperava di aiutare.

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Nato nel 1986 a Carate Brianza (MB) ma cresciuto in Sicilia. Ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma laureandosi con una tesi dedicata al giornalismo culturale de 'la Repubblica'. Coltiva molti interessi fra cultura, politica e sport. Crede nel valore del libero confronto fra idee e mette tutto il suo impegno nel sostenerlo.
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