Usa: polizia uccide un altro giovane disarmato, accese le proteste del movimento Black Lives Matter

Stephon Clark, 22 anni, nero, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco il 18 Marzo, a Sacramento.

Gli agenti, che hanno sparato una ventina di colpi, credevano fosse armato ma il ragazzo in mano aveva soltanto il suo Iphone.

I poliziotti sarebbero intervenuti in seguito a una chiamata al numero di emergenza 911 relativa alla segnalazione di un uomo che avrebbe fracassato i finestrini di alcune auto in sosta.
Il giovane Stephon Clark, scambiato per l’autore dei danneggiamenti, è stato così seguito dagli agenti, assistiti peraltro da un elicottero della polizia dotato di una telecamera. La scena della morte del ragazzo è stata quindi filmata dall’alto e anche dalle telecamere portatili fissate sulla divisa degli agenti. Stephon corre nel quartiere e trova rifugio nel cortile della casa dei nonni, i due poliziotti gli intimano di mostrare le mani e subito dopo gridano “arma” aprendo immediatamente il fuoco.

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Le autorità hanno formalizzato l’apertura di un’inchiesta ed i due agenti sono stati messi in congedo.

Per protestare contro la brutalità della polizia, migliaia di persone si sono radunate a partire dalle 15 di giovedì davanti al City Hall di Sacramento prima di spostarsi in massa sulla statale. I  manifestanti, quindi, hanno bloccato la Interstate 5 e il palazzetto Golden 1 Center. La partita tra Sacramento Kings e Atlanta Hawks inizia dunque con ritardo, sugli spalti dei Kings meno di 2mila tifosi.

Vivek Ranadive, proprietario dei Sacramento Kings, si è rivolto al pubblico per esprimere sostegno e solidarietà alla famiglia di Stephon Clark, padre di due bambini.

La fine di Stephon ricorda spaventosamente altri episodi: l’uccisione di Trayvon Martin a Sanford, Michael Brown a Ferguson, di Eric Garner a New York, di Tamir Rice (12 anni) a Cleveland, di Philando Castle nel Minnesota, di Freddie Gray a Baltimora e di molti altri ancora…