Vesuvio:sciami sismici e pericolo reale

Sciame sismico ancora in atto sul Vesuvio. Gli esperti: se non si riorganizza il territorio, lo scenario atteso potrebbe essere apocalittico.

Il Vesuvio è pronto per l'Apocalisse

Il Vesuvio è pronto per l’Apocalisse

Francesca Bianco, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano/INGV, ha voluto far chiarezza in merito agli sciami in corso sul Vesuvio dal 28 di novembre.

La nota apparsa sul sito dell’Osservatorio riporta quanto segue:

A seguito di infondate, errate ed allarmanti notizie apparse su diversi canali social circa la recente attività sismica del Vesuvio, si precisa che i terremoti che si stanno verificando al Vesuvio in questi giorni rientrano nella normale attività sismica del vulcano nel suo attuale stato dinamico che si configura in un livello di allerta: base

Brevi periodi di maggiore sismicità sono avvenuti altre volte negli ultimi anni e pertanto non costituiscono una situazione anomala. Dai dati di tutte le reti di monitoraggio non si evidenza alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, come si può verificare dalla lettura dei bollettini mensili“.

Il monitoraggio INGV

Il monitoraggio costante dei dati INGV
I bollettini emessi da INGV, non evidenziano infatti significative variazioni sullo stato di attività: sembrerebbe quindi che quanto accade sia “normale amministrazione” per un vulcano attivo: sembra soprattutto che lo sciame sismico non abbia nulla a che vedere con la risalita del magma.
Il database INGV
Dati di monitoraggio INGV
Vediamo insieme i dati presenti nel database INGV.
A questo indirizzo internet
 http://sismolab.ov.ingv.it/sismo/index.php?PAGE=SISMO/last&area=Vesuvio&rmenu=on ,
potete verificare il monitoraggio dei dati registrati sul Vesuvio dal dicembre 2017 ad oggi.
In un elenco che comprende ben 969 eventi sismici, si può vedere chiaramente che la scossa registrata ieri sera alle 23:42  di magnitudo 2.4 ad una profondità di 1.63 km, è la scossa più forte di tutto l’anno.
Le dichiarazioni fatte dall’Osservatorio, restano però riferite ad una normale attività.

“Garantire serenità alla popolazione”

Non è dello stesso avviso dell’ INGV il Dott. Giuseppe D’Aniello, avvocato partenopeo che da anni studia le dinamiche vesuviane e ne parla sul suo sito internet
http://meteovesuvio.altervista.org/
Il giorno 28 novembre sono stati registrati alcuni eventi di bassa frequenza (e forse anche un tremore) di cui uno catalogato in primo momento in automatico in Plinio. Tale evento è stato tolto dal database. Questo tipo di eventi NON sono, difatti, presenti nel database Plinio e non si comprende come sia mai possibile che non venga pubblicato un catalogo, elenco, database di essi vista l’enorme importanza che hanno in vulcanologìa“.
Nel comunicato il Dott. D’Aniello, chiede espressamente a INVG di fornire un catalogo od elenco di questo tipo di eventi, e lamenta la mancata risposta da parte dell’Istituto.

 

Preparato nei suoi studi, dichiara ancora: “Solo dal 28 novembre sono stati localizzati da INGV OV 62 eventi in via preliminare, tra cui alcuni eventi LF non conteggiati tra questi, altri non localizzabili, un probabile tremore sismico ed una profondità più elevata rispetto alla media degli ultimi anni (in base ai dati preliminari). In base a quanto da Noi osservato ed alla Nostra esperienza possiamo affermare che non abbiamo mai visto un evento con un tracciato così ampio sulla stazione OVO negli ultimi anni”. 

Il Dott. D’Aniello fa inoltre una precisazione molto importante nel comunicato indirizzato a INVG, suggerendo una “politica di divulgazione” atta a tranquillizzare la popolazione con dati attuali, consentendo l’accesso ai dati pubblici in tempo reale.
Solo così si può garantire serenità alla popolazione e fugare ogni dubbio pur presente in alcune persone“, spiega D’Aniello.
Il piano di emergenza

Le scosse più intense del sisma, sono state avvertite dalla popolazione: nessun danno è stato segnalato su cose o persone ma il nuovo sciame sismico, ricorda la necessità di completare i piani di evacuazione per gli abitanti, sia dentro che fuori alla cosiddetta zona rossa.

E’ di questo avviso anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale: “Chiederò alla Protezione civile nazionale di procedere celermente alla realizzazione di un calendario delle simulazioni e delle prove di evacuazione per verificare tutte le eventuali criticità».

Perché tanta urgenza e tanta attenzione ora, se gli eventi sismici rientrerebbero in un quadro di normale attività vulcanica?

Forse perché a parere degli esperti, c’è una più che probabile ripresa dell’attività eruttiva che implicherebbe un rapido rilascio di tutta l’energia accumulata dal Vesuvio?

O forse perchè è considerato uno dei vulcani a maggior rischio nel mondo?

La risposta si potrebbe trovare nel cosiddetto “piano di emergenza”, la cui riuscita dipende dalla capacità di prevedere l’eruzione del Vesuvio con sufficiente anticipo.

A rischio due milioni di persone

Secondo l’ultimo aggiornamento della Protezione civile, all’indirizzo web  http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_dossier.wp?contentId=DOS37087 , nel 2014 si è arrivati all’individuazione della “nuova zona rossa”, cioè l’area per cui l’evacuazione preventiva è l’unica misura di salvaguardia della popolazione: ma il piano completo di emergenza risale al 2001 (aggiornato nel 2007).

Il piano nazionale di emergenza, sulla base dei fenomeni precursori attesi, individua quattro livelli di allerta successivi: base, attenzione, preallarme, allarme, ai quali corrispondono fasi operative successive, che scandiscono i tempi degli interventi di protezione civile per mettere in sicurezza la popolazione e il territorio.

Ecco un interessante video:

Forse.. dal 2007 ad oggi le cose sono cambiate, gli eventi sismici sono aumentati e si sono sviluppate in tutti i luoghi del mondo a rischio vulcanico, migliori tecniche di evacuazione.

Ma vediamo cosa significa esattamente livello “base”. Sempre dal sito della Protezione Civile apprendiamo che il livello base in cui sono compresi piccoli eventi sismici di normale amministrazione, è “uno stato di attività caratterizzato da assenza di deformazioni del suolo, bassa sismicità, assenza di significative variazioni del campo di gravità, valori costanti di temperatura e di composizione dei gas fumarolici” che nonostante lo sciame sismico ancora in atto e nonostante una scossa di magnitudo 2.4, rientrano assolutamente nella normalità…

Le “cinque azioni” di Dobran

E mentre si dichiara lo “stato di normalità”, Flavio Dobran, ingegnere termo-fluidodinamico tra i più famosi studiosi del Vesuvio e dei Campi Flegrei, presenta a Napoli il suo “Vesuvius -Campi Flegrei Pentalogue”,  le “cinque azioni” indispensabili per il territorio campano:

Secondo Dobran bisogna ridefinire le zone pericolose intorno al Somma-Vesuvio e Campi Flegrei, in aree di “esclusione, resilienza e sostenibilità”. Il modello informatico creato da Dobran che verrà illustrato a Napoli, ha studiato le passate eruzioni.

” Per il Vesuvio lo scenario atteso potrebbe essere apocalittico se non si riorganizza il territorio napoletano E’ emerso anche, che le eruzioni su media scala, per quanto riguarda il Vesuvio avvengono una volta ogni 4-5 secoli. L’eruzione su media scala, più recente, è quella del 1631″.

di Monica Ellini

 

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