Recentemente, una serie di violente proteste ha attraversato l’isola corsa. La ragione sarebbe da ricercare nell’aggressione dell’indipendentista Yvan Colonna.
Stando a quanto riportato, centinaia di persone hanno manifestato contro la Francia. Allo stato franco, i corsi hanno mosso l’accusa di non aver adottato le giuste misure di protezione nei confronti di Yvan Colonna.
Il militante separatista avrebbe, difatti, subito una brutale aggressione, mentre si trovava all’interno di un carcere. L’esecutore dell’assalto corrisponderebbe alla figura di un altro detenuto. L’attacco avrebbe avuto luogo lo scorso 2 marzo.
L’altro prigioniero, di nazionalità camerunense, Franck Elong Abé, avrebbe ricevuto ingiurie da Colonna, per via della sua fede islamica. Abé avrebbe quindi torturato fisicamente il secessionista, per otto minuti, causandone la morte cerebrale.
Le manifestazioni che hanno seguito l’aggressione
Venerdì, dei manifestanti hanno tentato di abbattere le porte d’ingresso della caserma di Ponte vecchio, a sud della Corsica. Il procuratore di Ajaccio ha espresso il suo timore per quella particolare azione, così feroce.
Il delegato ha narrato l’evento, ponendo l’accento sui danni causati ai veicoli professionali e personali delle guardie. A ciò, si sono successi lanci di bombe molotov. Fortunatamente, nessuno ha riportato lesioni né si sono verificati fermi.
Per quel che riguarda le altre proteste occorse venerdì, queste sarebbero state perlopiù pacifiche.
La segnalazione di altri scontri
Negli ultimi giorni, si sono susseguite tantissime segnalazioni concernenti diversi avvenimenti violenti. Mercoledì, dei manifestanti si sono scontrati con le forze dell’ordine, riuscendo ad entrare nel palazzo di giustizia di Ajaccio.
Giovedì, alcuni dimostranti hanno colpito la prefettura di Bastia, mediante esplosivi artigianali.
Chi è Yvan Colonna?
L’indipendentista Colonna aveva già fatto parlare di sé innumerevoli volte. Alla fine degli anni 90, era uno degli uomini più ricercati di Francia. Si sospettava che quest’ultimo avesse fatto parte del commando che assassinò il prefetto francese, nel ‘98.
Colonna fu poi arrestato e sottoposto a un regime di sorveglianza speciale. In tal modo, a Colonna fu sempre proibita la permanenza in una prigione corsa.
Il primo ministro francese Castex, per mettere a tacere le numerose contestazioni, ha allora stabilito di revocare il regime DPS a cui era costretto Colonna. Tutto questo non ha però fatto che fomentare la furia dei manifestanti, i quali hanno dichiarato che, viste le condizioni in cui versava Colonna, tale iniziativa era fuori tempo massimo.
Si è così riaccesa la disputa fra i separatisti Corsi e il governo centrale francese.
Il presidente della coalizione nazionale corsa ritiene che tali eventi rappresentino il culmine di una situazione ormai insostenibile. Per questi, è giunto il momento di aprire un vero dialogo fra Francia e Corsica, affinché venga riconosciuta la dimensione della questione corsa.











