Volo MH17: Per l’ONU è crimine di guerra

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L’Alto commissario ONU per i diritti umani ha avanzato la richiesta di condurre delle inchieste. L’abbattimento del volo MH17 potrebbe essere punito, dalle Nazioni Unite, come crimine di guerra.

Dall’inizio del conflitto tra l’Ucraina e i ribelli filorussi si sono contati 1.129 morti e 3.442 feriti, riferisce lo stesso commissario. Resta inoltre critica la situazione militare nella neonata Repubblica di Donetsk, in cui il conflitto rende ancora impossibile l’invio di esperti internazionali per valutare le dinamiche dell’incidente aereo.

Se l’esito delle indagini dovesse essere positivo, l’episodio dell’abbattimento del volo di linea della Malaysia Airlines comportare ulteriori sanzioni per la Federazione Russa. È quanto riferito da Navi Pillay, l’Alto commissario per i diritti umani dell’ONU, il quale (in riferimento ai fatti in questione) ha dichiarato che “questa violazione dei diritto internazionale, alla luce delle circostanze, potrebbe essere assimilata a un crimine di guerra”. Se così fosse, la Corte Penale Internazionale de L’Aia dovrebbe istruire un processo.Nella relazione pubblicata, l’ONU definisce “disperata” la situazione ucraina: “i gruppi armati continuano a rapire, arrestare, torturare e uccidere”, vessando ulteriormente la popolazione ucraina.

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L’analisi delle scatole nere dell’aereo ha finora rivelato che il disastro è stato causato da una forte decompressione esplosiva, causata probabilmente dalle schegge dei missili lanciati da terra.

L’Olanda, ancora in lutto, reputa “irrealistica” l’idea dell’invio di un contingente internazionale in Ucraina, mentre gli USA premono per un inasprimento delle sanzioni contro Mosca. Putin ha nuovamente negato la partecipazione della Russia nella guerra civile ucraina, e mentre l’Unione Europea indugia, a essere messa a rischio è l’autonomia energetica di Bruxelles.

Il ministro Mogherini aveva insistito, nei giorni scorsi, per una reazione univoca da parte della UE.

Oggi, il premier Matteo Renzi ha ribadito la necessità, per l’Italia, di “far valere le ragioni della pace” in tutti i conflitti internazionali in atto – compreso quello ucraino.