Voto in Bangladesh, scontri e 16 morti

Cresce la tensione

This picture taken on December 24, 2018 shows Bangladesh's Prime Minister Sheikh Hasina waving during an election campaign rally in Dhaka. - Shut out by mainstream media and too scared to hustle on the streets, Bangladesh's main opposition party has been reduced to social media lobbying for votes in this week's national elections. (Photo by STR / AFP) (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

Alla fine l’alleanza al governo in Bangladesh, guidata dalla premier Sheikh Hasina, ha vinto a larga maggioranza le elezioni di ieri ottenendo 288 seggi in Parlamento. Il voto è stato molto travagliato e difficile perché le opposizioni non si arrendono e si sono verificati gravi scontri in tutto il Paese.

In Bangladesh era già nell’aria che potessero avvenire gravi scontri, e la minaccia è diventata realtà quando ben sedici persone hanno perso la vita e molte altre sono rimaste ferite. Gli scontri sono andati avanti per molto tempo, fino a quando i dimostranti non sono stati fermati dalla polizia, e sono stati durissimi.

I risultati delle elezioni

L’alleanza di governo ha ottenuto una vittoria schiacciante, risultando il primo partito nonché il più votato in Bangladesh. Questo permette al presidente Sheikh Hasina di avere un potere di governo molto ampio.

Il Partito nazionale guidato dall’ex presidente H.M.Ershad è arrivato secondo ma molto distanziato, mentre l’alleanza dell’opposizione guidata dal noto avvocato Kamal Hossain è arrivata ultima, segnando un flop clamoroso.

Le opposizioni comunque hanno respinto l’esito del voto, con Hossain che ha definito l’elezione farsesca e ha chiesto che una nuova consultazione venga svolta sotto l’autorità di un “governo apartitico”. E da qui sono iniziati gli scontri.

Gli scontri per il referendum

Gli oppositori hanno protestato ed hanno detto di non fidarsi del governo; hanno denunciato brogli e situazioni poco chiare che avrebbero bisogno di essere analizzate da una commissione indipendente.

L’Associated Press ha ricevuto oltre cinquanta segnalazioni di intimidazioni e minacce ai seggi, denunciate da sostenitori dell’opposizione, anche se non è stata in grado di verificarle in modo indipendente. Il voto è visto come un referendum sulle tendenze considerate sempre più autoritarie della premier Hasina.

Gli oppositori chiedono che il voto sia ripetuto in un clima più calmo ed indipendente; chiedono anche che il conteggio delle schede venga affidato ad una apposita commissione.

Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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