Accordo raggiunto tra Israele e Hamas: concordata una tregua di quattro giorni

L'accordo, mediato dal Qatar, permetterà il rilascio di 50 ostaggi israeliani e di 150 palestinesi in stato di fermo in Israele

La giornata di mercoledì è stata decisiva per la sottoscrizione dell’accordo tra Hamas e il governo israeliano per un pausa delle ostilità dalla durata di quattro giorni nella quale entrambe le parti terranno fede alle loro promesse: Hamas rilascerà 50 ostaggi presenti in questo momento a Gaza, mentre Israele scarcererà 150 palestinesi in stato di fermo nelle proprie carceri. In questo momento, la maggior parte dei palestinesi incarcerati si trovano in Cisgiordania: dallo scoppio delle ostilità tra Israele e Hamas, gli arresti sono aumentati toccando quota 3.000, tra cui 145 bambini e 95 donne.

Dopo un incontro del gabinetto di guerra, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha formalizzato l’accordo con gli altri membri del governo, accettando al contempo la mediazione del Qatar e dell’Egitto e l’intervento degli Stati Uniti, i quali secondo il premier israeliano “hanno contribuito a migliorare l’accordo”. Secondo il capo negoziatore qatariota, il ministero degli Esteri Mohammed Al-Khulaifi, l’accordo raggiunto è un “seme per un cessate il fuoco più ampio”.

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Si tratta della prima apertura al dialogo da parte di Israele, sebbene non consideri una tale presa di posizione un ‘cessate il fuoco’, ma solo una pausa. “Il significato del cessate il fuoco è che dopo il fuoco non c’è più una ripresa, noi parliamo invece di pausa”, ha detto il ministro degli esteri Eli Cohen a dei giornalisti specificando quindi che l’operazione militare intrapresa da Israele continuerà anche dopo lo stop di quattro giorni.

L’accordo per Israele potrebbe essere riproposto anche in seguito, ha specificato Reuters, purché siano rilasciati ulteriori ostaggi che in totale sono circa 250. L’ufficio del primo ministro israeliano in una dichiarazione ha detto che per ogni 10 ostaggi rilasciati la pausa sarebbe stata allungata di un giorno. Non è stata fatta menzione dei palestinesi incarcerati che dovranno essere liberati, ma il ministero della giustizia israeliano ha detto che possiede una lista di 300 palestinesi che potrebbero essere scarcerati.

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Si attendono novità anche sul versante degli aiuti militari: Hamas, in un comunicato, ha detto che la pausa verrà sfruttata anche per far entrare nella Striscia circa trecento camion pieni di aiuti umanitari, tra cui cibo e medicine, e forniture di carburante, fondamentale per mantenere in vita gli ospedali della Striscia.