Alluvione a Genova: dramma, disagi e polemiche

Genova Alluvione

Dopo tre anni, a Genova è tornato il dramma dell’ alluvione. La violenza di un nubifragio che si è abbattuto sulla città nel corso della notte, provocando l’esondazione di cinque torrenti. Strade rapidamente sommerse, con la furia dell’acqua ha raggiunto i due metri d’altezza, causando la morte di un cinquantasettenne nei pressi della stazione ferroviaria di Bignole. Paralizzata l’intera cittadina, colpita da un conseguente blackout elettrico, con la situazione che resta ancora critica e un’ allerta meteo che durerà almeno fino alle ore 24. Ingenti i danni, come ribadito in conferenza stampa dal governatore della regione Liguria Claudio Burlando, che chiederà lo stato di emergenza già precedentemente evocato dal sindaco di Genova, Marco Doria.

Nella tarda mattinata una frana ha invaso un tratto di binari sulla linea Torino-Genova, in località Fegino, dove è stato coinvolto il passaggio del treno Frecciabianca 9764, partito alle 12 dal capoluogo ligure. Solo lievi contusioni per alcuni passeggeri e un macchinista. Poco prima delle 19, l’autostrada A7 Genova-Milano è stata chiusa in direzione nord, tra Bolzaneto e Busalla, a causa di un altro smottamento che ha colpito la carreggiata.

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Il premier Matteo Renzi, parlando da Bologna, ha assicurato che il governo non lascerà solo “chi vuole ripartire”, prendendo l’impegno di raggiungere Genova non appena sarà superata la prima fase critica. Domani arriverà in città il capo della Protezione Civile Gabrielli, mentre da oggi è presente il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha garantito il pieno supporto di mezzi e uomini dell’ Esercito per far fronte all’ emergenza.

Non sono mancate le polemiche per una tragedia che si ripete a solo tre anni di distanza dalla precedente alluvione. Il sindaco Doria evidenzia la mancata diramazione d’allerta da parte di Protezione Civile e Arpal, che avevano emesso un semplice stato di avviso a fronte di un nubifragio che avrebbe richiesto un’ allerta d’intensità 2. Il governatore Burlando sottolinea, con disappunto, lo stop forzato ai lavori di messa in sicurezza del torrente Bisagno, bloccati da tre anni a causa di sentenze amministrative. Anche stavolta, pertanto, si ha l’impressione che la tragedia poteva essere evitata, o per lo meno contenuta. Un evento di certo straordinario e forse imponderabile, che tuttavia si associa ad un’ imperfetta opera di prevenzione, secondo un copione che nel nostro paese si rivela drammaticamente frequente.

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