Armi nucleari in Bielorussia, Pentagono: “Nessuna evidenza di un loro uso”

Putin annuncia dispiegamenti di armi nucleari tattiche in Bielorussia in risposta all'invio di proiettili all'uranio impoverito a Kiev

Vladimir Putin ha ufficialmente annunciato che su richiesta della Bielorussia avvierà un progetto di dispiegamento di armi nucleari tattiche, in risposta alla cessione di proiettili anticarro all’uranio impoverito a Kiev da parte del Regno Unito. La Russia ha già consegnato agli alleati di Minsk il sistema missilistico Iskander, un vettore capace di lanciare armi nucleari e il prossimo 1 luglio completerà la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche, come ha annunciato il presidente russo. Tali armamenti nucleari, a detta di Putin stesso, saranno posizonate in Bielorussia per addestrare i militari di Minsk al loro uso, come fanno del resto gli Stati Uniti nei paesi della NATO.

Dagli Stati Uniti immediata la risposta del Dipartimento della difesa di Washington che, tramite il suo servizio stampa, ha assicurato che, malgrado le parole di Putin, almeno finora non vi è la possibilità di un uso concreto di queste armi sul suolo ucraino. Non esistono dunque informazioni di intelligence che avallino tale ipotesi. Anche la Casa Bianca ha voluto tranquillizzare gli alleati ripetendo all’incirca quanto detto dal Pentagono.

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Abbiamo ricevuto rapporti sull’annuncio della Russia e continueremo a monitorare questa situazione. Finora non abbiamo alcun motivo per modificare la nostra posizione nucleare strategica né alcuna indicazione che la Russia si stia preparando a utilizzare un’arma nucleare. Rimaniamo impegnati nella difesa collettiva del Alleanza NATO”, afferma il comunicato del Pentagono.

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