Attacco israeliano contro i campi profughi di Al Maghazi e Nuseirat. In Cisgiordania confiscati 2,8 milioni di dollari ai palestinesi

Attacchi contro due dei maggiori campi profughi della Striscia di Gaza. In Cisgiordania esercita fa irruzione nei negozi cambia valuta confiscando più di due milioni di dollari

Un attacco delle IDF ha colpito due importanti campi profughi presenti a Gaza come Al Maghazi e Nuseirat, provocando in totale 35 vittime civili. Lo ha riportato Al Jaazera citando l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Oltre alle vittime e agli sfollati, i bombardamenti avrebbero provocato il danneggiamento di cinque case nei pressi dei campi profughi.

Sempre secondo il media qatariota, che ha citato un funzionario militare israeliano, l’attacco sarebbe stato il risultato dell’uso di munizioni non convenzionai, non appropriate per un campo profughi – come quello di Al Maghazi – fin troppo sovrappopolato. “Il tipo di munizioni non corrispondeva alla natura dell’attacco, causando ampi danni collaterali che avrebbero potuto essere evitati“, ha detto il funzionario citato dall’emittente pubblica israeliana Kan.

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Le dichiarazioni del funzionario militare israeliano non sorprendono gli osservatori. Sulle città e sugli ospedali della Striscia di Gaza sono state usate bombe non convenzionali come hanno dimostrato in due inchieste separate sia la Cnn che il New York Times. Tali munizioni, la maggior parte delle quali prodotte dall’industria militare statunitense, oltre a provocare danni maggiori producono effetti pericolosi anche per la popolazione civile.

Intanto, in Cisgiordania aumenta il clima relativo ai disordini provocati dall’occupazione dell’esercito di Tel Aviv. Secondo i media israeliani, i raid dell’esercito in diverse città della Cisgiordania occupata, tra cui la capitale amministrativa dell’Autorità Nazionale Palestinese, la città di Ramallah, avrebbe provocato la confisca di dieci milioni di shekel (2,8 milioni di dollari) nella serata di mercoledì. Come riporta il media Radio Glz, il ministro della difesa Yoav Gallant, parlando dei negozi di cambio valuta presi d’assalto, li avrebbe definiti “organizzazioni terroristiche. Per Gallant la maggior parte dei fondi andavano a rafforzare economicamente Hamas e la Jihad islamica.