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Azzolina: no alla rilevazione della temperatura da parte delle scuole in Piemonte

La ministra Azzolina si è dichiarata contraria all’ordinanza emanata dal governatore del Piemonte, Cirio, che impone la misurazione della temperatura da parte delle istituzioni scolastiche all’arrivo a scuola, e ha dichiarato “Non escludiamo la possibilità di aprire un contenzioso con la Regione Piemonte e impugnare il decreto del presidente Cirio”. 

Questo, perché, il ministero ha evidenziato nero su bianco che le temperature vanno prese a casa, e che gli studenti contagiati non devono prendere i mezzi di trasporto per raggiungere la scuola e contagiare a loro volta altri soggetti. Inoltre,  “non si può a 4 giorni dall’apertura cambiare le regole del gioco. È una questione di rispetto per le famiglie e per i dirigenti scolastici”.

Le motivazioni dell’ordinanza

L’ordinanza, emanata nella giornata di mercoledì, nello specifico impone alle scuole di rilevare la temperatura degli studenti e alle famigli di certificare la rilevazione a casa. Il governatore ha motivato la sua scelta dicendo che un bambino malato a scuola è un rischio che la regione non può permettersi. “Lo Stato lascia alla famiglia la sensibilità di misurare la febbre. Noi vogliamo che sia la scuola a misurarla al bambino, prima che questo entri a scuola”.

Le prime critiche merito all’ordinanza, sono nate dall’ufficio scolastico regionale, che ha definito la decisione “tardiva e impropria”. Fabrizio Manca, direttore generale dell’USR, ha rimarcato che lo Stato ha fiducia nella responsabilità dei genitori, e proprio per questo le linee guida nazionali hanno demandato alle famiglie l’onere della misurazione della temperatura, senza dover aggravare ulteriormente le scuole. “Verrebbe da dire che lo Stato ha fiducia e crede nella responsabilità genitoriale, la nostra Regione evidentemente no”.

Riguardo al commento di Manca, il presidente Cirio ha immediatamente replicato:  “In un Paese normale la temperatura la si misura a scuola”. Infatti, oltre alla questione di “fiducia”, l’ordinanza di Cirio potrebbe essere una soluzione per gli studenti che la mattina raggiungono la scuola autonomamente, con i genitori già a lavoro e dimenticano di misurare la temperatura.

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