Blinken esorta l’Iran a non attaccare. Raid israeliani a Nuseirat e Tubas

Massima tensione per possibile attacco iraniano. Blinken telefona alla controparte cinese per evitare la rappresaglia di Teheran

I timori degli Stati Uniti circa l’attacco dell’Iran diretto a Israele è questione di giorni secondo l’intelligence Usa. Il segretario di stato Anthony Blinken ha avuto una telefonata con la controparte cinese Wang Yi per discutere della situazione. Obiettivo del segretario americano è esortare l’establishment iraniano a non attaccare Israele nei prossimi giorni in risposta all’attacco che Tel Aviv ha perpetrato lo scorso 1 aprile contro il consolato di Damasco. Blinken ha al contempo esortato anche Turchia e Arabia Saudita a convincere Teheran a evitare la rappresaglia. “Ci siamo anche impegnati con alleati e partner europei negli ultimi giorni e li abbiamo esortati anche a inviare un messaggio chiaro all’Iran: tale escalation non è nell’interesse dell’Iran, non è nell’interesse della regione e non è nell’interesse del mondo”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Matt Miller.

Le attività diplomatiche intanto sono in corso pur tra mille difficolta. La ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock ha avuto una discussione con l’omonimo iraniano Hossein Amir-Abdollahian e da parte sua ha confermato che l’Iran è determinato a rispondere in modo “appropriato”, come riferisce una fonte interpellata da Axios a conoscenza dei dettagli. La Baerbock ha avvertito Teheran circa la possibile risposta israeliana in caso di attacco. Tuttavia, Abdollahian ha risposto dicendo che Tel Aviv ha violato il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevra.

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Attacchi israeliani a Gaza e in Cisgiordania

Intanto, sulla Striscia di Gaza continuano gli attacchi israeliani contro località dove vivono gli sfollati palesantesi, come il campo profughi di Nuseirat. Qui l’esercito israeliano ha ucciso un civile palestinese e ferito altri dopo un bombardamento effettuato tramite aerei da guerra. A essere colpita è stata una scuola che ospita gli sfollati situata nel nord del campo. Anche in Cisgiordania, dove dal 7 ottobre sono morti 461 palestinesi, si segnalano morti e feriti dovuti alle incursioni dell’esercito di Tel Aviv. Almeno due palestinesi, riferisce l’agenzia di stampa Wafa, sono stati uccisi a Tubas, città del nord della Cisgiordania. Testimoni oculari ascoltati dai media arabi parlano di altre incursioni dell’esercito nei governatorati di Jenin, Nablus, Tulkarem e Qalqilya e nelle città di Hebron e Betlemme.